Vendola e Fassina dura replica a Monti

Niki Vendola e Stefano Fassina replicano duramente a Mario Monti che in un’intervista a Radio Anch’io su Radio Uno li aveva definiti conservatori.

Le parole di Monti. Il premier in carica infatti, parlando dell’ala sinistra della coalizione progressista, incarnata oltre che dal leader di Sel dal responsabile economico del PD, si era così espresso “Vendola e Fassina  vogliono conservare per nobili motivi ed in buona fede un mondo del lavoro cristallizzato, iperprotetto rispetto ad altri paesi. Io sono per avere in Europa una tutela ancora più avanzata dei lavoratori, ma con condizioni che favoriscano la creazione di posti di lavoro”. Parole che ripetono quelle pronunciate non più tardi di una settimana fa alla vigilia della sua discesa in campo alla guida della coalizione centrista di Montezemolo, Casini e Fini.

Repliche. Come detto non si sono fatte attendere le repliche da sinistra. Il primo a parlare è stato Niki Vendola. Il governatore della Puglia ha tacciato Monti di autoritarismo e ha così twittatoC’è un antico riflesso autoritario nelle parole del premier Monti che pensa che difendere i lavoratori sia un atteggiamento conservatore. Difendere i ceti possidenti viceversa sarebbe segno di innovazione. Ecco che Monti si mostra subito come un politico di razza: razza padrona, per la precisione…. Monti sta occupando tutti gli spazi radio-tv, da mattina a sera. Non dice barzellette come Berlusconi. Ma ha imparato benissimo cosa sia l’uso e l’abuso dei mass-media. Monti il tecnico! Tecnicamente un berlusconiano da manuale”. A dargli man forte ci ha pensato anche Stefano Fassina, forte anche del successo nelle parlamentarie del PD in cui è risultato il più votato a Roma. Intervistato da Radio Città Futura ha infatti dichiarato “La lista di Monti sembra quella del Rotary, per i livelli di reddito di coloro che ne entrano a far parte. Monti porta avanti una linea che assomiglia a quella del Partito Popolare Europeo, un partito – continua  Fassina – inserito in un percorso di politica economica che vede nella svalutazione del lavoro, la maniera per tornare a crescere.” E’ iniziata la campagna elettorale.

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