Volpedo, il sindaco a Ingroia: Giù le mani dal Quarto Stato

ULTIMO AGGIORNAMENTO 7:51

Quello di Antonio Ingroia sembra essere un debutto politico particolarmente faticoso. Dopo il silenzio di Pier Luigi Bersani (interpretato come l’indisponibilità del democratico a stringere alleanze con l’ex togato), la ferma condanna del Pdl e la porta chiusa da Beppe Grillo, ad affondare sul movimento che candida Ingroia a premier è stato anche il sindaco di Volpedo,  Giancarlo Caldone.

A indisporlo è stato l’utilizzo, a suo giudizio indebito, che l’ex procuratore aggiunto di Palermo ha fatto del famoso quadro “Il quarto Stato” del concittadino Giuseppe Pellizza. La sagoma del celeberrimo dipinto appare, infatti, sul simbolo di “Rivoluzione civile”, il neo movimento con cui Antonio Ingroia ha scelto di candidarsi alle prossime elezioni puntando verso Palazzo Chigi. Una scelta “estetica” considerata infelice dal primo cittadino piemontese, che all’ex magistrato ha recapitato una lettera carica di rimbrotti.

“Questa mia decisione non nasce da una motivazione politica – ha precisato Giancarlo Caldone – ma dal fatto che, come sindaco del paese, sono veramente disgustato dall’utilizzo indebito che si è fatto in questi anni di quest’iconaDa Bertolucci a Celentano, gli artisti che hanno (ben)pensato di “appropriarsi” dell’immagine del quadro – ha lamentato il sindaco di Volpedo – sono stati tanti. Fino alla “strumentalizzazione” politica perpetuata da Ingroia, al quale il primo cittadino ha scritto senza mezzi termini: “Il suo stilizzato è veramente orrendo“. “Forse il Comune e il paese che rappresento non possono proibire legalmente l’uso dell’icona – ha concluso Caldone  nella sua lettera al candidato premier – ma moralmente sì”.