Milan, insulti razzisti: sospesa l’amichevole con la Pro Patria

Milan – Episodio da condannare quello che si è verificato a Busto Arsizio, cittadina in cui il Milan si trovava per affrontare un’amichevole con la Pro Patria. Dopo 27 minuti dal fischio d’inizio, i tifosi di casa si sono resi protagonisti di continui bu razzisti nei confronti dei vari giocatori di colore: Muntari, Niang, Emanuelson e Boateng. Proprio quest’ultimo, in risposta ai continui insulti, ha deciso di togliersi la maglia e di avviarsi verso gli spogliatoi. Il ghanese è stato seguito dai compagni e anche dagli avversari, che in precedenza avevano provato a tranquillizzare i propri sostenitori. Entrambe le squadre hanno quindi abbandonato il terreno di gioco e la partita è stata sospesa.

Segnale – E’ forse la prima volta che i giocatori prendono in mano la situazione in caso di insulti razzisti: solitamente è l’arbitro che, dopo aver avvisato i supporters sugli spalti, può decidere di sospendere il match. “Dispiace molto per tutte le persone che erano allo stadio, ma andava dato un segnale forte. Il Milan si impegnerà a tornare a Busto Arsizio soprattutto per i bambini e le persone che non hanno nulla a che fare con il razzismo, ma un segnale andava dato contro queste persone che hanno rovinato un bel pomeriggio di sport“, queste le parole di capitan Massimo Ambrosini. Tutto assolutamente condivisibile, anzi era ora che anche i protagonisti principali di questo sport prendessero una posizione forte. Ora il prossimo passo è farlo anche in caso di razzismo durante una partita ufficiale: fermare tutto e dimostrare di essere più forti di diritti tv ed interessi economici, questo sarebbe un segnale forte.