Monti on the air: replica a Bersani e Berlusconi

Ai microfoni di Radio Anch’io (su Rai Radio1), il premier dimissionario, Mario Monti, ha ieri passato in rassegna tutti i punti politici che hanno tenuto banco negli ultimi mesi. Dalla crisi alle tasse, dalle riforme al rapporto con i partner europei, il Professore ha fornito la sua personale panoramica. Fino a “togliersi qualche sassolino” con gli ex supporter del suo governo tecnico, diventati adesso avversari politici.

“Mi è sempre piaciuto stare al di sopra delle parti, potevo starmene tranquillo, ma sarei stato utile al Paese?”. E’ questo l’interrogativo da cui Mario Monti, ospite ieri della trasmissione Radio Anch’io, è voluto partire per spiegare agli ascoltatori il senso della sua “salita” in politica. Una scelta inspirata da un forte senso civico, che ha spinto il Professore ad abbandonare le aule universitarie per tentare di cambiare il Paese. Come? Puntando tutto sulla necessità di riformare: “D’ora in poi, con l’obiettivo di realizzare riforme, occupazione e crescita – ha spiegato il premier dimissionario – bisogna avere una nuova coalizione. Dovremo coalizzare coloro che sono per le riforme e non per la conservazione”.

E tra le prime cose da fare, il Professore ha indicato la riduzione delle tasse sul lavoro e il ridimensionamento della spesa pubblica. Obiettivi che – ha spiegato Mario Monti – potranno essere centrati solo se si costituiranno maggioranze larghe, capaci di mettere da parte gli interessi lobbystici fin qui perpetuati per favorire insieme la crescita dell’Italia. Quanto ai neo avversari che sono intervenuti ripetutamente sulla sua “salita” in politica, il bocconiano è partito dal segretario del Pd: “A Bersani dico: io sto per le riforme che rendano l’Italia più competitiva e creino più posti di lavoro – ha dichiarato Monti – ma è difficile ragionare su dove uno sta. Io scendo in campo non schierandomi pro o contro singoli partiti, ma per difendere determinate idee”.

“Bersani non lo vedo aggressivo nei miei confronti – ha risposto poi l’ex tecnico a chi lo ha specificamente interpellato sull’argomento – Credo di essere conosciuto in Europa per quello che ho fatto e di avere un posto mio nel Consiglio europeo. Credo sia importante questo più che sapere in quale famiglia politica europea siederei”. Una risposta velatamente piccata al segretario del Pd che lo ha insistentemente invitato a fare chiarezza precisando da che parte intende  stare e che rapporti vuole stabilire col suo partito.

Più sottile l’attacco al presidente del Pdl: Berlusconi – ha osservato il premier dimissionario – ha usato contro di me armi improprie, come il richiamo ai valori della famiglia, la cosa si commenta da sé. In altri momenti, ma forse allora ero un leaderone ha aggiunto ironizzando sulla recente “bordata” del Cavaliere – mi ha offerto di prendere la guida dei moderati. Poi ha detto che il governo ha fatto solo disastri, poi che ha fatto tutto il possibile. Spero che gli elettori – ha concluso piccato Mario Monti – siano meno confusi di me”.