Scaduta la licenza, i marò tornano in India

ULTIMO AGGIORNAMENTO 19:35

Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, i due fucilieri di Marina accusati di avere ucciso due pescatori indiani, sono ripartiti questo pomeriggio da Roma, intorno alle ore 17 circa, per l’India, dove rientrano al termine dei 14 giorni di permesso speciale concesso loro dietro cauzione dai giudici dello Stato indiano meridionale del Kerala. Qui i due marò dovranno attendere la decisione della Suprema Corte, che dovrà decidere in quale dei due Paese, se in India o in Italia, i due dovranno essere processati.

Ritorno in India per i due marò – “Partiamo, mantenendo la nostra parola di italiani, fiduciosi nella giustizia” – queste le parole di Massimiliano Latorre prima di imbarcarsi sull’aereo speciale dell’Aeronautica Militare che li porterà, dopo 11 ore di volo, a Kochi, capoluogo del Kerale. I due marò erano stati liberati due settimane fa, dopo lunghe trattative tra Roma e Nuova Delhi, per trascorrere a casa le vacanze natalizie. Per consentire il rientro temporaneo dei marò, che si erano impegnati a rientrare in India entro il 10 gennaio, prima della loro partenza sono stati versati a garanzia 60 milioni di rupie, all’incirca 830mila euro.

I due marò sentiti dalla Procura di Roma – Questa mattina, Massimiliano Latorre e Salvatore Girone si erano presentati in Procura a Roma, per un interrogatorio di circa cinque ore con il procuratore aggiunto Giancarlo Capaldo e la pm Elisabetta Cennicola. I due marò, accusati dalle autorità indiane di aver ucciso due pescatori indiani, sono indagati dalla procura di Roma con l’accusa di omicidio volontario.

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