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Svizzera: ubriaco uccide tre persone

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Serata drammatica ieri in un paesino del Cantone Vallese, in Svizzera. Un uomo ubriaco ha aperto il fuoco dalla finestra della sua casa, uccidento tre persone e ferendone altre due.

La tragedia – Una mezz’ora di fuoco che ha sconvolto il paesino di Daillon, a 50 chilometri dal confine con l’Italia. Verso le 20,30 un trentenne del posto ha aperto il fuoco sulla strada, sparando da una finestra con un fucile mitragliatore in dotazione all’esercito elvetico. Gli spari sono continuati per mezz’ora, lasciando sul terreno tre vittime e due persone ferite, mentre gli abitanti del villaggio si rifugiavano nelle loro case o nei locali, dove sono state spente le luci per paura che clienti e gestori venissero bersagliati dall’omicida. Poi la polizia cantonale è intervenuta, con il supporto delle forze speciali ed è stata costretta a neutralizzare l’uomo, che non voleva arrendersi. Secondo l’agenzia di stampa Ats, adesso l’attentatore si troverebbe in terapia intensiva. Durante l’irruzione, sarebbe infatti rimasto colpito all’addome.

Poteva essere evitato? – Drammatiche le dichiarazioni ottenute subito dopo l’incubo, come quella del proprietario del café Des Alpes, un bar del paese. “Ho sentito diversi colpi, pensavo a dei petardi, ma non finivano mai. Poi è entrata mia moglie in lacrime, dicendomi che nostra cognata era stata uccisa”. Il titolare di un altro locale, Marie-Paule Udry, ha invece detto al quotidiano online 20minutes: “L’uomo che ha sparato era entrato nel mio bar, poco prima, visibilmente ubriaco”. L’arma utilizzata per sparare è un fucile mitragliatore che tutti i soldati svizzeri possono tenere nelle proprie case, con tanto di proiettili. Una regola se non altro controversa, in un paese dove il servizio militare è obbligatorio per un periodo di 18-21 settimane nella fascia d’eta tra i 21 e i 30 anni.

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