Viaggi spaziali: i rischi dei raggi cosmici

Per gli astronauti impegnati nei viaggi spaziali i raggi cosmici, sia solari che della nostra galassia, rappresentano un rischio, in funzione della dose radioattiva da essi assorbita: un problema legato al tempo e  alla quantità.

Le missioni- Questo rischio, nel caso delle missioni a bordo della stazione spaziale è ridotto. Se anche si verificassero dei problemi legati, per esempio, a delle eruzioni solari, c’è sempre la possibilità di tornare a terra con una navetta Soyuz di salvataggio. Tutto questo non può accadere, nel cosiddetto spazio interplanetario. Le uniche missioni che finora, hanno portato l’uomo al di fuori dello scudo protettivo del campo geomagnetico, sono state le missioni Apollo. Ma in questi casi la durata ridotta della missione e l’assenza di eruzioni solari ha fatto sì che gli astronauti non avessero gravi problemi.

Protezione adeguata– Perciò, un’ipotetica missione su Marte deve tener conto anche di queste importanti ed imprevedibili variabili: un equipaggio che si trovi nello spazio per un periodo di tempo superiore ad un anno  dovrà essere protetto, in maniera adeguata, dall’azione dei raggi cosmici galattici e dalle tempeste solari. Al momento  sono allo studio diversi metodi con cui realizzare questa protezione: uno su tutti, un magnete superconduttore che, attivato in presenza di eruzioni solari, possa deviare il grosso delle particelle in maniera analoga a quanto fatto dal campo magnetico del nostro pianeta.

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