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Gli americani chiudono Wegelin, la banca più antica della Svizzera

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Costretta alla chiusura anche la prima banca svizzera. Causa del crollo una multa da 44 milioni di euro che spedita dagli Stati Uniti, un colpo giunto dopo le indagini e il processo sui conti di 100 evasori americani, che avevano piazzato i propri tesori neri nelle casse del centro elvetico.

Caduta d’immagine – In Museumstrasse 1, a San Gallo c’è la sede di Wegelin & Co., non solo un istituto di credito, ma un vero simbolo per tutta la Svizzera. Un paese, che si sa, ha creato la sua fortuna sulla politica di neutralità e le banche. Fondata nel 1741, Wegelin era fino ad oggi l’istituto più antico del paese, che si trova da qualche tempo bersagliato da ogni parte. Il caso in questione era stato aperto da un tribunale di New York, che ha condannato la banca per aver nascosto dal 2002 al 2011 un capitale pari a 1,2 miliardi di dollari. Lo scorso febbraio, le autorità americane avevano già notificato il conto, che è stato poi fissato alla somma di 44 milioni di euro, ma i dirigenti di Wegelin avevano protestato perché secondo loro la banca era stata discriminata per la sua nazionalità. Ma si annusava già allora un’aria velenosa e il dirigente Otto Bruderer non si era nemmeno presentato alle udienze.

Passaggio di testimone – Oggi la fine della lunga battaglia, che era riuscita solo ad allungare l’agonia di Wegelin, per permettere una sua cessione ad altri colossi bancari europei. Sul sito ufficiale è infatti possibile leggere anche in italiano: “Il 27 gennaio 2012, Wegelin & Co. Banchieri Privati hanno trasferito la maggior parte dei loro clienti e collaboratori a Notenstein Banca Privata SA, a sua volta acquisita integralmente da Raiffeisen Svizzera.” Infatti l’ultimo acquirente è l’istituto austriaco Raiffeisen, che ha operato tramite il suo controllato svizzero.

Le altre multe record per la Svizzera – Si tratta comunque solo dell’ultimo caso eclatante, dopo le maxi multe accollate a UBS e Hsbc. La prima era stata costretta a pagare 1,2 miliardi di dollari per aver manipolato i tassi Libor, la seconda la cifra record di 1,9 miliardi di dollari per irregolarità sulle norme anti riciclaggio contestate dal Senato degli Stati Uniti.