“Io non posso entrare”, Trapani razzista: presto autobus per soli neri

Un autobus per soli neri a Trapani, dove oggi il razzismo viaggia su una linea dell’Atm. È questa la proposta choc del consigliere comunale della città sicula, un socialista che risponde così alle richieste dei cittadini che lamentano un clima di grande tensione sulla linea di bus che raccoglie il grande flusso degli immigrati diretti al centro accoglienza di Salinagrande. A pochi giorni dallo sgradevole episodio avvenuto in occasione della partita amichevole Pro Patria-Milan, in cui i cori razzisti hanno spinto i giocatori del Milan e l’intero club a ritirarsi con sdegno, arriva l’ennesimo eccesso di idiozia, una proposta sciagurata che giunge proprio dal mondo della Politica, un mondo “alto”, come ci ha ricordato Monti qualche giorno fa. Una sfera che deve migliorare la società, rendere il mondo più vivibile e che dovrebbe garantire l’uguaglianza tra le genti e tra i popoli. Il primato di squallore maturato dallo sparuto gruppo di tifosi della Pro Patria è durato ben poco e passa per direttissima nelle mani di Andrea Vassallo, presidente della Commissione consiliare Problematiche territorio urbano del Comune di Trapani. Vassallo lancia una bomba ad orologeria destinata a innescare il ricordo delle sciagurate leggi razziali, vere croci del XX secolo che riportano alla memoria eventi come l’Apartheid o le leggi razziali dell’America dei sudisti.

La proposta – “Il presidente dell’Atm ha riferito delle numerose lamentele di passeggeri residenti riguardo comportamenti”, spiega Vassallo, “poco civili adottati dagli immigrati che spesso creano e alimentano all’interno del bus un clima di tensione tale da lasciar presagire, prima o poi, il verificarsi di episodi spiacevoli”. Arriva dunque la proposta sconvolgente: “Opportuno sarebbe, a parere della commissione, valutare l’ipotesi di istituire un servizio di trasporto esclusivamente dedicato agli immigrati, da sottoporre a controllo da parte della polizia, al fine di scongiurare i pericoli di ordine pubblico che potrebbero malauguratamente ingenerarsi”. La proposta non è tra le prime a sconvolgere la nostra penisola, ma giunge a pochi anni da un evento piuttosto simile avvenuto a Foggia, nei pressi di Borgo Mezzanone, quando alla linea 24 era stata aggiunta la linea 24cpt che evitava le fermate e portava direttamente al centro di accoglienza, uno dei più grandi d’Italia all’epoca.

Ignorare le proprie origini – La sconvolgente proposta di Vassallo, dunque, arriva a seguito delle lamentele degli “abituali viaggiatori indigeni della tratta”, una definizione che prelude alla messa in atto di un sistema per prevenire l’ipotetica ed eventuale pericolosità degli immigrati (razzismo preventivo, ndr). Ironico che tutto ciò avvenga in una zona dell’Italia che non più di cento anni fa si è svuotata per cercare fortuna in America e scrollarsi di dosso le difficoltà di una terra arretrata e che aveva ben poco da offrire. Un modo indecoroso e al limite del becero per isolare chi cerca di prendere i cocci della propria vita e di ricostruirli in un paese democratico e civilizzato, sputando addosso alla tradizione e alla storia. Forse questi immigrati si stanno accorgendo troppo tardi che l’Italia ha ancora molto da imparare in questo senso. Lo hanno capito Boateng, Niang e tutti i ragazzi di colore del Milan. Eppure sono passati molti anni da quando un genio come Willian Faulkner, Nobel per la letteratura, ha scritto poche e incisive parole sull’arretratezza del razzismo: “Vivere nel mondo di oggi ed essere contro l’uguaglianza per motivi di razza o colore è come vivere in Alaska ed essere contro la neve”. Se non si è dotati di ragione, civiltà o buonsenso, ci si dovrebbe affidare a chi ne ha lasciata in abbondanza, perché l’ignoranza genera dolore.