Monti presenta la sua lista: Scelta civica alla Camera

Sulla nuova lista elettorale nata intorno alla figura di Mario Monti il sipario si è alzato ieri. A presentarla è stato il premier dimissionario in persona che, in una svelta conferenza stampa (nel corso della quale non ha concesso ai giornalisti di formulare domande) allestita in un noto hotel romano, ha svelato l’atteso simbolo. Di cosa si tratta? Di un cerchio blu (su sfondo bianco) recante al suo interno la dicitura “Scelta civica con Monti per l’Italia“, con tanto di tricolore stilizzato a enfatizzare il carattere nazionalistico del nuovo soggetto politico.

La prima notizia è che ieri Mario Monti è arrivato alla conferenza stampa convocata a Roma con 45 minuti di ritardo. La chiara dimostrazione – secondo alcuni – delle difficoltà incontrate nel corso delle “trattative” intavolate  con i partner politici (Udc, Fli, montezemoliani). E, in effetti, stando ai rumors filtrati in mattinata, la discussione si sarebbe protratta oltre il previsto, con qualche momento di sana tensione. Fino alla risoluzione finale, che ha assunto i contorni di un vero e proprio compromesso: alla Camera tre liste distinte (quella del Professore, dell’Udc e di Fli), al Senato un unico listone con la dicitura ridotta “Con Monti per l’Italia”.

A ostacolare la presentazione di un’unica lista anche a Montecitorio sarebbe stato il veto che Mario Monti avrebbe posto sui parlamentari di professione: “Ci sarà una lista unica per il Senato – ha spiegato ieri – mentre per la Camera in coalizione ci saranno tre liste: una della società civile dove non ci saranno parlamentari, una dell’Udc con il nome di Casini e una di Fli con il nome di Fini”. L’unico modo per salvaguardare il carattere di novità del neo soggetto montiano (che intende investire sulla cosiddetta società civile), senza escludere drasticamente i “veterani” del Parlamento che continueranno a occupare gli scranni vicini a quelli di Fini e Casini.

Ma chi potrà presentarsi nella lista del bocconiano? I criteri di candidabilità, ha puntualizzato ieri lo stesso Monti, saranno particolarmente stringenti e riguarderanno condanne e processi in corso, conflitto d’interesse, il codice deontologico antimafia, e i vincoli legati all’attività parlamentare pregressa, con un massimo di due deroghe per ciascuna lista. “La mia è un’ambizione maieutica – ha dichiarato in serata, ospite della trasmissione Otto e mezzo, il Professore – Vorrei favorire un parto, che faccia nascere una creatura che assomigli poco alla vecchia politica e spero sia qualcosa di attraente per i cittadini e coinvolga il loro impegno”. Un’ambizione che, a causa dell’apparentamento con Fini e Casini, rischia di rimanere nell’incubatrice.