Tragedia nella notte sul Cermis: sei morti e due feriti gravi

Sei cittadini russi sono morti ieri notte sul monte Cermis, in Trentino. Stavano viaggiando a bordo di una motoslitta su una pista nera, quando il mezzo si è ribaltato, scivolando giù per il pendio, prima di uscire dal tracciato e sfondare le reti di sicurezza. Feriti gravemente anche altri due compagni a bordo del mezzo.

Non è la prima volta – La montagna è sempre la stessa, il Cermis. Un luogo di tragedie, dove nel 1976 una cabina di una funivia si era staccata, provocando la morte di 42 persone e nel 1998 due aerei statunitensi avevano tranciato i cavi dello stesso impianto, uccidendo atri 16 passeggeri. Ieri notte l’ennesimo incidente, anche se questa volta la dinamica è completamente diversa. Un gruppo di russi stava attraversando le piste dalla località Alberghi a Doss dei Laresi. Verso le 22 hanno imboccato la pista nera “Olimpia 2”, chiusa al pubblico di notte e non illuminata e subito la motoslitta con rimorchio su cui viaggiavano si è ribaltata, cadendo più in basso oltre le recinzioni di sicurezza, prima di precipitare in un dirupo profondo 100 metri.

Soccorso difficile – Poi alle 22,33 l’allarme è arrivato a Trentino Emergenze ed è stato immediatamente inviato sul posto un elicottero militare da Bolzano. Per i soccorritori è stato difficile raggiungere il punto dell’impatto, ricoperto non da neve, ma da rocce e alberi e una volta arrivati hanno potuto constatare la grave situazione. Solo due dei sette o otto passeggeri a bordo della motoslitta sono stati infatti trasportati agli ospedali di Cavalese e al S. Chiara di Trento. Le loro condizione risulterebbero gravissime, mentre altri otto sarebbero stati trovati morti. 14 uomini delle forze dell’ordine con cani al seguito hanno quindi raggiunto il luogo della tragedia per le rilevazioni di rito. È da capire comunque come i turisti siano potuti entrare negli impianti chiusi al pubblico, perché incidenti del genere non dovrebbero mai verificarsi, anche se alla radice del problema c’è sempre l’insensatezza di certi uomini.