Lega-Pdl: l’intesa è vicina

ULTIMO AGGIORNAMENTO 8:20

La ricucitura dovrebbe essere suggellata oggi, nel corso di un vertice convocato nella residenza di Silvio Berlusconi ad Arcore. Qui i dirigenti di Pdl e Lega dovrebbero trovare un accordo in vista delle prossime elezioni di febbraio riabilitando l’antica intesa di governo interrotta dall’avvento dei tecnici.

Il tour de force mediatico di Silvio Berlusconi non conosce soste. In una videointervista concessa ieri a Corriere. it, il Cavaliere è tornato a battere sui temi più caldi del dibattito nazionale, prefigurando un’imminente reunion con gli alleati del Nord: “Siamo in contatto continuativo con la Lega – ha spiegato – spero che domani (oggi per chi legge, ndr) si possa definire il tutto”. “Sarebbe insensato e suicida che la Lega andasse da sola – ha aggiunto in un’altra intervista Berlusconi – Cadrebbero tutte le giunte del Nord”.

Secondo il presidente del Pdl, a ostacolare – finora – la sigla di un nuovo accordo con i padani non sarebbe stato (come scritto dai giornali) il veto posto sulla sua candidatura a premier, ma la richiesta della Lega di trattenere sul territorio il 75% delle tasse versate dai cittadini del Nord. Una richiesta che il partito di Berlusconi e Alfano stenta a “benedire” in toto per senso di solidarietà nei confronti delle regioni meridionali. Ma, ha lasciato intendere l’ex presidente del Consiglio, ci sarebbero ampi spazi di manovra per l’intesa finale che potrebbe arrivare già nella giornata di oggi.

Intanto per oliare le trattative, Berlusconi ha ieri rinnovato le sue “punture” al premier dimissionario, Mario Monti. Una mossa in linea con le “sconfessioni” perpetuate dal segretario federale della Lega, Roberto Maroni, che nella mattinata di ieri ha ricordato: “Monti è il nemico del Nord, impedirgli di tornare al governo è un imperativo categorico per noi. Chi è contro Monti è alleato della Lega”.

Parole che sembrano aver inspirato le dichiarazioni di Silvio Berlusconi, che nelle interviste concesse ha destinato una serie di “bordate” al Professore: “Monti guarda alla realtà dal buco della serratura – ha detto – Ha sempre avuto la sicurezza dello stipendio e quindi non conosce la lotta di chi lavora per lo stipendio”. Di più: con lui, ha rincarato Berlusconi, si è instaurato un clima da polizia tributaria che ha terrorizzato i cittadini e affossato l’economia del Paese. Da qui l’esigenza di cambiare passo.

“Non so se accetterei in futuro una nuova grande coalizione ha spiegato il Cavaliere interpellato su un ipotetico Monti-bis – Bisogna vedere se questa è l’unica soluzione possibile per il Paese, ma il programma deve essere liberale. Non credo, però – ha aggiunto sul finale Berlusconi – che Monti possa avere ancora un ruolo, la sua immagine è precipitata, io con lui non potrei più  collaborare“. 

 

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