Appuntamento al buio… il fascino dell’ignoto: la luna e la guerra fredda

ULTIMO AGGIORNAMENTO 9:55

Come già ho accennato la settimana scorsa, la corsa per la conquista dello spazio, è solo un aspetto della guerra fredda fra USA e URSS, ma tra i più rilevanti. Alla ricerca di sempre maggior successi spaziali, a colpi di missili e satelliti con l’obiettivo finale della conquista della Luna. Una sfida che si svolge particolarmente nel periodo tra 1957 e il 1975 circa, ma che affonda le radici nelle prime tecnologie missilistiche e le conflittualità internazionali che seguirono la seconda guerra mondiale. L’avventura spaziale inizia il 4 ottobre del 1957 quando l’Unione Sovietica lanciò lo Sputnik 1, primo satellite artificiale ad orbitare  intorno alla Terra, e spinse gli Stati Uniti, che non potevano stare a guardare, a convincere l’amministrazione Eisenhower ad approvare molte iniziative, fra le quali la NASA.

In questa competizione  si incontrano inevitabilmente l’esplorazione spaziale e la tecnologia dei satelliti artificiali: l’equipaggiamento satellitare può spiare una nazione nemica mentre i successi spaziali possono ribadire le capacità scientifiche acquisite e il potenziale militare. I missili in grado di inviare un uomo in orbita o colpire un particolare punto del nostro satellite naturale  possono anche portare un’arma nucleare su una città nemica. Ma il 12 Aprile del 1961 fu ancora la volta dell’URSS: con la navetta Vostok 1 viene mandato in orbita il primo essere umano: Yuri Gagarin. Giorno che in Russia viene ricordato ancora oggi, come festa. Nell’Agosto del 1962 ancora una volta l’Unione Sovietica batte gli USA effettuando il primo volo con due navicelle spaziali in contemporanea. E come se non bastasse, nel 1963, il 16 Giugno, sempre l’URSS lancia nello spazio la prima donna, Valentina Vladimirovna, con la navetta spaziale Vostok 6.

A quel punto gli Stati Uniti annunciano il programma Apollo. Immediatamente il premier russo Chruš?ëv  pretende nuovi traguardi e fu così che nel 1964 venne inviata la prima navetta con più di una persona a bordo: i  cosmonauti Komarov, Feoktistov e Yegorov, che fu anche il primo viaggio in cui gli astronauti non indossano le tute spaziali. E sempre dei russi fu, nel 1965, la prima passeggiata spaziale della storia, effettuata dal sovietico Aleksej Archipovi? Leonov. Gli americani, a questo punto, si concentrarono sull’obbiettivo Luna. Devono arrivare per primi. La Russia dal canto suo, non accetta  i dispendi economici che comporta una simile sfida, ma nello stesso tempo non vuole perdere contro gli eterni rivali.

Purtroppo però, mentre i due giganti giocano a chi arriva primo, diversi astronauti di entrambe le nazioni muoiono durante i voli di preparazione. La posta in gioco è troppo alta: per fermarsi non basta neppure la vita umana. Questo potrebbe giustificare anche una truffa di dimensioni planetarie. Ora però, penso sia giusto esporre anche una mia perplessità a favore dello sbarco sulla Luna. Visto che entrambe le nazioni erano pronte a tutto pur di prevalere sull’altra, mi chiedo come sia possibile che la Russia non abbia sguinzagliato il suo potente servizio segreto per vederci chiaro? E poi, nel 1970 l’Unione Sovietica invia una sonda: Luna 16, senza equipaggio sul nostro satellite, che fotografa e raccoglie campioni del suolo lunare. Non ha verificato, in quell’occasione,  l’esistenza della bandiera americana? Per concludere, quella notte del 21 Luglio 1969, personalmente ho sognato. La fantascienza si era trasformata in realtà. Un ricordo meraviglioso che nella mia mente non svanirà mai… il commento televisivo del giornalista Tito Stagno (foto) mi riecheggia ancora nelle orecchie: “Ha toccato! Ha toccato!!” gridava emozionantissimo riferendosi al piede di Neil Amstrong…