Michele Misseri candidato al Parlamento nel 2013, ma è solo una bufala

Michele Misseri in politica, ma è solo una bufala – Si sarebbe rivelata una ‘bufala’ la notizia che per qualche minuto ha fatto il giro del Web, scatenando non poche polemiche all’interno della Rete: una lista civica, Pensionati Italiani, avrebbe infatti inviato una nota ufficiale in cui si sarebbe paventato lo spettro di Michele Misseri in politica.

La nota ufficiale –Vi comunichiamo che il Sig. Michele Misseri ha accettato la candidatura nella lista civica dei pensionati italiani per le prossime elezioni politiche 2013. Lo stesso si presenterà per la Circoscrizione XXI (Puglia). La candidatura è possibile perché il regolamento del Ministero degli Interni impone, al fine della ammissione nelle liste, che tutti i candidati presentino un certificato di iscrizione nelle liste del Comune di  appartenenze, un certificato di godimento dei diritti politici ed un certificato penale. Ebbene dal certificato penale del Sig. Michele Misseri rilasciato qualche giorno fa risulta “NULLA”. Il noto procedimento penale che ha in corso risulta sui carichi pendenti della Procura ma tale documento non è richiesto per la candidatura e non rileva per la stessa”. Questa riportata è la nota ufficiale che è stata diffusa dalla lista civica Pensionati Italiani per la Circoscrizione XXI che vedeva come candidato per la stessa lista proprio Michele Misseri, il contadino di Avetrana, protagonista di una delle pagine di cronaca nera più terrificanti degli ultimi anni. Misseri, infatti, è ancora indagato nel caso Sarah Scazzi, la ragazzina di soli 15 anni, uccisa ad Avetrana nell’agosto del 2010.

La risposta di Michele Misseri – Il diretto interessato, tuttavia, ha smentito seccamente la notizia, definendola ‘una buffonata: “Non ne so niente, non sono mai stato avvicinato da nessuno”, ha detto Michele Misseri ai tanti giornalisti che subito hanno voluto indagare sulla veridicità della notizia. “Forse farò una denuncia perché ancora non si sa proprio nulla. Ormai scrivono di tutto, quindi forse è una provocazione. La cosa più importante per me è il processo, la politica non la seguo”.