Repubblica Centrafricana occupata: in arrivo 400 militari dal Sud Africa

La Repubblica Centrafricana è ormai un paese fuori controllo. Il governo non riesce più a contenere una rivolta scoppiata in dicembre guidata da gruppi armati e dopo aver chiesto aiuto agli stati occidentali, è stata di fatto occupata da forze di aiuto provenienti da diversi paesi del continente.

In bilico – Lo scorso 28 dicembre François Bozizé era stato costretto ad appellarsi a Francia e Stati Uniti, per sconfiggere la forza ribelle che dal 10 dicembre controllava gran parte dei villaggi della zona settentrionale del paese. Dopo il rifiuto di un intervento da parte degli stati occidentali, si era temuto che la situazione potesse definitivamente precipitare, perché la forza ribelle che si fa chiamare Saleka, era ormai sulla strada della capitale Bangui, una città di 700 mila abitanti, che costituisce il vero centro di potere della Repubblica Centrafricana.

È arrivata la cavalleria – A pochi chilometri dalla fine, centinaia di soldati stranieri si sono riversati entro i confini dello stato africano, occupandolo di fatto. Dopo l’arrivo di truppe da Chad, Camerun, Gabon e Repubblica del Congo, che hanno inviato circa 120 uomini ognuno, oggi il presidente sudafricano Zuma ha deciso la partenza di 400 soldati, per “preservare pace e stabilità nella regione”. La strada che porta a Bangui ora è fortificata e anche se i ribelli continuano a conquistare nuovi villaggi, la forza di occupazione sembra aver ristabilito il controllo. Ma a che prezzo? La credibilità di Bozizé è ormai minata e in un futuro potrebbe non riuscire a contenere da solo i movimenti rivoluzionari del suo paese.

Verso un epilogo – Comunque martedì incominceranno in Gabon le discussioni su un possibile accordo di pace tra le due fazioni in lotta. I ribelli del Saleka sono scesi in campo per far rispettare l’accordo che avevano stipulato con il governo nel 2007. Secondo i trattati di pace che erano stati firmati allora, i combattenti che si erano arresi nel passato conflitto avrebbero goduto del diritto di una ricompensa. Ma Bozizé non aveva mantenuto la promessa. Ecco perché adesso, mentre metà paese è sotto giurisdizione straniera, chi controlla l’altra fetta potrebbe chiedere molto di più.