Dieta sì, basta non esagerare: qualche chilo di troppo protegge il cuore

Appesantiti da pranzi e cenoni, ancora con il bicarbonato in mano per poter digerire cotechini, zamponi, lenticchie, tortellini e pasticci di pasta vari, senza elencare gli innumerevoli dolci ingeriti gli italiani, ma non solo, si apprestano a intraprendere una qualsiasi dieta per smaltire soprattutto i chili di troppo che la bilancia, impietosa, ha iniziato a contare dopo il 6 gennaio, e sono pronti a correre in palestra per evitare la pancetta senza sapere che recenti studi hanno affermato che qualche chilo di troppo non è affatto dannoso per la salute, anzi, serve a riparare dal rischio di morte prematura a causa di un infarto. Se tale notizia ci fa storcere il naso e ci fa pensare che questi recenti studi abbiano stravolto il sapere generale non c’è nulla di strano visto che anche la restante comunità scientifica ha mosso parecchie critiche e sollevato innumerevoli perplessità.

La ricerca. Studiosi e ricercatori americani del National Centre for Health Statistics, guidati dalla dottoressa Katherine Flegal, che hanno pubblicato il loro studio sul prestigioso Journal of American Medical Association, hanno fatto emergere una interessantissima scoperta che può far tirare un sospiro di sollievo a tutte le persone in lieve sovrappeso che temevano per la propria salute e si stavano adoperando per iniziare una dieta. Se da un lato non bisogna dormire sugli allori, la stessa Flegal ha infatti detto: “Questi risultati non sono una licenza ad abbuffarsi di cibo. Qui parliamo di mortalità, non di salute; non stiamo raccomandando alla gente di ingrassare. Stiamo solo fornendo un po’ di prospettiva. L’idea che se sei magro vivrai per sempre e se sei grasso vai incontro a morte certa non è corretta. Il rapporto tra adipe e mortalità è molto più complesso di quanto credevamo”, dall’altro, però, avere qualche chilo di troppo riduce il rischio di gravi patologie legate al cuore come l’infarto, patologie, cioè, in grado di far morire precocemente. I ricercatori, per arrivare ad affermare quanto detto, hanno, in primis coinvolto circa 3 milioni di persone e poi, utilizzando l’indice di massa corporea o Imc, che è il parametro che si calcola con il rapporto tra peso e altezza moltiplicata per se stessa e che serve a stabilire se una persona è o non è in sovrappeso, dopo aver pesato e misurato ogni singolo partecipante, si è passati a definire le tre macro categorie, ovvero, chi ha un peso ideale ha un Imc che varia dal 18,5 e 24,9, quelli in sovrappeso, invece, fra il 25 e il 29,9. mentre gli obesi fra il 30 e il 34,9.  Dopo, poi, esperimenti e diverse ed importantissime osservazioni limitandosi ad annotare i dati riguardanti alcune e precise variabili. Una volta finita la fase di raccolta dati i ricercatori sono passati all’analisi di essi e allo studio dell’influenza delle varie variabili attraverso vari incroci di esse dopo aver annotato, oltretutto, ben 270.000 morti. Ciò che è emerso ha fatto quindi in modo che fosse reso noto che le persone che si trovano in lieve sovrappeso hanno  un rischio di morte inferiore del 6 per cento rispetto al rischio di morte di un individuo di peso normale, mentre le persone il cui indice di massa corporea indicava l’ obesità, invece, hanno un rischio complessivo di almeno il 18 per cento in più di una persona di peso normale.

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