Elezioni 2013: Grillo e i bimbiminkia della politica

Avvertenza: prima di conoscere l’ultimo anatema scagliato da Beppe Grillo all’indirizzo dei suoi “avversari” politici, è necessario prendere visione della definizione del cosiddetto “bimbominkia” fornita dal sito Nonciclopedia. “Il bimbominkia si riconosce principalmente per il suo modo di scrivere in chat e per i luoghi virtuali dove lo si può trovare. Ha uno sprezzo totale dello stile classico, quando scrive su Messenger, dato che utilizza una media di 8 emoticon per ogni lettera, riduce i suoi messaggi a dei geroglifici. Di solito si esprime usando solo faccine nella convinzione di vivere in un sms con tutte le relative abbreviazioni”. Un identikit che il “megafono” del Movimento 5 Stelle ha riferito ieri ai leader dei principali partiti italiani, sbeffeggiati in un post carico di irriverente ironia.

“I bimbiminkia sono sempre gli stessi, quelli del ventennio peggiore della nostra vita: Berlusconi, Bersani, Casini, Fini e i gruppettari della Sinistra Arcobaleno“. E’ quanto ha scritto ieri il blogger Beppe Grillo assestando l’ennesimo colpo al fianco dei politici che si ostinano (secondo il suo punto di vista) a rimanere sulla scena nazionale. Per l’occasione, per non sparire – ha precisato Grillo – alcuni hanno affittato delle foglioline di fico, misura baby, che coprono le vergogne quel tanto che basta per prendere per il culo l’elettore”. “Il bimbominkia  – ha continuato l’animatore del Movimento 5 Stelle – è autoreferenziale, il suo nome compare in caratteri da scatola di tonno sul simbolo di partito, cultore del cattivo gusto, estetico e lessicale, dedito all’abuso di ‘wow’ quando twitta. Il bimbominkia è schizofrenico, ha almeno due o tre profili on line, fa quello che non dice e dice quello che non fa”.

Non basta: “La massima aspirazione per un bimbominkia – ha rincarato il blogger – è essere gggiovane’, inviare un emoticon, finire in un talk show per un proprio filmato sharato (condiviso, ndr) su YouTube, ma rigorosamente senza possibilità di commentare. Non sa un cazzo e mette becco su tutto – ha concluso impietoso Grillo – dimostrando la sua maleducata invadenza in CAPS LOCK (caratteri maiuscoli, ndr) nei telegiornali della sera”.