Lo scoop di Berlusconi: Sono di nuovo nonno

All’impostazione tradizionale che la conduttrice Lilli Gruber ha tentato di dare alla sua trasmissione, l’ospite in studio, Silvio Berlusconi, ha risposto con dei veri e propri “colpi ad effetto”, che hanno inevitabilmente “personalizzato” l’inizio e la fine della lunga intervista concessa ieri sera. “Sono diventato nonno per la settima volta”, ha esordito il presidente del Pdl sfoderando il più compiaciuto dei sorrisi, mentre sulla chiusa l’ex premier ha ripreso la conduttrice per il suo modo poco obiettivo di fare televisione. Nel mezzo una lunga dissertazione sullo spread, il solito attacco alla magistratura politicizzata e uno schema plastificato con tutte le riforme centrate dai suoi governi che il Cavaliere ha cercato a più riprese di illustrate a favore di telecamera, ma con scarso successo.

“Voglio farle dono di un’esclusiva: poco fa sono diventato nonno di un bellissimo bambino, il figlio di mia figlia Eleonora”. E’ così che ieri sera, nello studio di Otto e mezzo, l’ex presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, ha (ben)pensato di inaugurare la sua “incursione” negli studi della 7. Un esordio inedito, che Lilli Gruber (dopo avergli fatto i doverosi auguri) ha immediatamente “ridimensionato” portando la discussione su temi più politici. Come quello relativo alla riabilitata alleanza con la Lega“Non c’è stato nessun veto sulla mia candidatura a premier – ha spiegato Berlusconi – semmai sono io a dire che non vorrei più fare il premier”. Perché? “Il presidente del Consiglio può solo stendere il verbale del Cdm – ha lamentato il fondatore del Pdl – è solo uno spaventapasseri”. Troppo poco per chi, come lui, ambisce ancora a cambiare l’architettura costituzionale del Paese. Magari partendo dalla poltrona di ministro dell’Economia e dello Sviluppo.

A seguire una lunghissima analisi sulla “bufala” dello spread, nella quale il Cavaliere ha ribadito di non considerarsi responsabile della pericolosa impennata registratasi prima dell’arrivo dei tecnici: “Dire che a far salire lo spread è stato il mio governo – ha tagliato corto l’ex premier – è una mascalzonata“. Inevitabile poi il passaggio sulla magistratura politicizzata bollata come “parte patologica della nostra democrazia”. E quando il Cavaliere ha voluto spiegare nel dettaglio le motivazioni che, a suo parere, smonteranno l’impianto accusatorio del processo sui diritti tv Mediaset (in cui è stato già condannato in primo grado) e la conduttrice ha cercato, invece, di dirottare altrove la discussione, si è esibito nel più classico dei suoi rimbrotti: “Lei non si può consentire di interrompermi”. 

“Il suo modo di fare televisione – ha detto il Cavaliere alla Gruber in chiusura – non è obiettivo. Lei mi ha fatto solo domande negative e non ha voluto parlare delle tantissime cose buone che ho fatto in questi anni. Non credo che questo le giovi e che faccia crescere la stima dei telespettatori nei suoi confronti”. Non basta: “Non mi ha neanche fatto gli auguri per la nascita di mio nipote”, ha rincarato l’ex premier rivolgendosi all’intervistatrice, che dal canto suo, ha replicato: “Questo non è vero, provengo da una famiglia astro-ungarica, per me il bon ton viene prima di tutto”. E l’audience s’impenna, proprio come fece lo spread.