Elezioni politiche 2013: la metamorfosi di Monti

C’è una differenza solare tra il pacato Professore in loden che, quasi sommessamente, si introdusse nelle stanze di Palazzo Chigi oltre un anno fa e il combattivo leader in pectore avvicinatosi alla politica per continuare a guidare l’Italia. A saperlo per primo è lo stesso Mario Monti che, in una lunga intervista concessa ieri a Radio Monte Carlo, a chi gli ha fatto notare la sua presunta “trasformazione”, ha risposto con una metafora “ortopedica” quanto mai efficace: “Mi sono semplicemente messo le scarpe della mia misura – ha spiegato – dopo aver dovuto indossare le scarpette da danza classica, nell’interesse del Paese, per 13 mesi”. 

Calzature a parte, il premier dimissionario è ormai in campagna elettorale. E lo si capisce non solo dalla frequenza delle sue apparizioni pubbliche (in radio, tv e sui giornali), ma anche dai contenuti dei suoi interventi, nei quali non lesina più nulla a nessuno. Da quando il bocconiano ha formalizzato il suo impegno politico, lo scenario nazionale ha assunto nuovi e inaspettati contorni e gli esponenti politici che, fino a qualche settimana fa sostenevano il suo governo, hanno dovuto “virare” improvvisamente. Accade così che, con frequenza pressoché quotidiana, Mario Monti si trovi a “battibeccare” con i suoi antichi supporter, come è successo ieri con Pier Luigi Bersani.

A insolentirlo è stata l’intervista rilasciata dal segretario del Pd a Sky Tg24, nel corso della quale Bersani ha criticato la scelta di Monti di candidare al Senato Gabriele Albertini. Una decisione che, secondo il democratico, non solo “toglierebbe le castagne dal fuoco a Pdl e Lega in Lombardia”, ma renderebbe ancora più ardua, per il Pd, la possibilità di ottenere la maggioranza a Palazzo Madama. Da qui l’ennesimo appello rivolto al Professore: “Vorrei capire contro chi combatte”, gli ha chiesto Bersani. “In Lombardia non combatto contro nessuno – ha risposto a stretto giro il Professore dai microfoni di Radio Monte Carlo – appoggio il tridente Ichino, Albertini e Mauro“. Avrebbe potuto fermarsi qui, ma ne ha approfittato per togliersi qualche “sassolino”: “Nel Pd c’è un po’ di tutto – ha osservato Monti – devono essere loro a chiarire cosa vogliono fare”.

E’ prematuro parlare di alleanze – ha rimarcato poi il premier per “silenziare” le richieste avanzate con insistenza dal segretario del Pd – Nella campagna elettorale dobbiamo schierarci sui problemi, dobbiamo prima spiegare bene cosa vogliamo fare”. Una sostanziale chiusura al partito di Bersani, al quale l’ex tecnico ha praticamente imposto di aspettare i risultati decretati dalle urne a febbraio. Tattiche da neo politico, che Mario Monti sembra aver fatto sue anche quando parla dell’altro competitor elettorale. “Bisogna che Berlusconi si stabilizzi un po’ – è tornato a dire ai microfoni di Radio Monte Carlo – perché tre mesi fa ha detto che io avevo fatto tutto quello che si poteva fare e mi aveva proposto come leader dei moderati e  poi – ha continuato il Professore – che sono diventato il capo di un governo tragico-catastrofico. Insomma che si fissasse un po’ meglio le idee”.