Elezioni politiche 2013: Monti vuole il pareggio al Senato

Mario Monti è entrato da poco in politica ma sembra abbia già imparato alla perfezione il mestiere. Ecco allora che in Lombardia ha studiato un strategia che ha come unico fine quello di ottenere il pareggio al Senato consegnando il paese all’ingovernabilità, unico scenario possibile per lui per riuscire a tornare a Palazzo Chigi. L’ex premier infatti sembra deciso a candidare come capolista della sua lista civica l’ex sindaco di Milano Gabriele Albertini, che si troverebbe in competizione diretta con il segretario del PD Pierluigi Bersani. L’obiettivo non dichiarato ma palese è quello di sottrarre voti al centro sinistra permettendo così a PDL e Lega di ottenere il premio di maggioranza nella regione che attribuisce il maggior numero di seggi alla coalizione vincente, ben 27.

Nuova DC. Ecco allora che l’anima democristiana del professore sta uscendo prepotentemente sotto i riflettori. Infatti i centristi sanno bene che l’unica possibilità che hanno di poter essere decisivi nel prossimo parlamento sarà quella di arrivare a un accordo post elettorale col centrosinistra, qual’ora quest’ultimo non riesca ad ottenere la maggioranza in entrambi i rami del parlamento. Ci troveremmo quindi con un impasse che riporterebbe il paese indietro di trent’anni con le maggioranze variabili e gli accordi da manuale Cencelli. Alla faccia della modernità e del progresso, capisaldi a cui Monti dice di ispirarsi per far uscire dalle secche della crisi il nostro paese. A noi sembra che tutta la politica centrista sia improntata, e non oggi, verso la logica del tanto peggio tanto meglio, con il sogno nemmeno tanto nascosto di imporre una nuova Democrazia Cristiana capace di influenzare le decisioni politiche con logiche che speravamo superate e che di certo nulla hanno a che fare con la buona politica. Ma magari non avendo studiato alla Bocconi non siamo in grado di comprendere questo così complesso disegno politico.