Movimento 5 Stelle: Restitution day in Sicilia

Campare con 3.000 euro al mese? Si può. E’ questo il messaggio che i 15 deputati siciliani del Movimento 5 Stelle hanno voluto recapitare ai loro “onorevoli” colleghi. La “cordata” grillina nell’isola ha dato vita ieri al cosiddetto “Restitution day”, nel corso del quale ha restituito all’Ars (Assemblea regionale siciliana) il 70% degli stipendi percepiti nell’ultimo mese. Un’iniziativa inedita (che ha fatto seguito alla restituzione dei rimborsi elettorali), attraverso la quale gli attivisti a 5 Stelle sperano di convincere i colleghi che cambiare – anche in Sicilia – si può.

Lo avevano promesso e lo hanno fatto. I 15 “grillini” approdati a Palazzo dei Normanni dopo l’exploit elettorale dello scorso ottobre hanno ieri restituito il 70% dei loro stipendi alla Regione siciliana. Di che cifra parliamo? Di 123 mila euro, che andranno ad aggiungersi al milione di euro di rimborsi elettorali già rifiutati dagli onorevoli isolani a 5 Stelle a inizio della legislatura. In pratica i “grillini” s’impegnano a trattenere per sé ogni mese uno stipendio in linea con la media nazionale (compreso tra i 2.5003.000 euro) dimostrando che l’impegno politico non deve necessariamente coincidere con l’arricchimento personale.

Una mossa demagogica tesa a rinfocolare i consensi che, a livello nazionale, il Movimento sembra stia perdendo? Forse, ma intanto il “Restitution day” degli attivisti siciliani resta, per il momento, la prova più lampante della voglia di imprimere un passo nuovo alla politica della Trinacria. I soldi verranno destinati a un micro-credito con cui i “grillini” sperano di dare una mano alle piccole e medie imprese dell’isola. Un impegno importante, nel quale i deputati della Regione Sicilia in quota 5 Stelle sembrano riporre grandi aspettative. Come dichiarato dal portavoce Giancarlo Cancellieri“Abbiamo deciso di restituire gran parte dello stipendio da parlamentare – ha spiegato – perché vogliamo riportare la moralità nella politica. La speranza è che anche gli altri rinuncino a parte della loro retribuzione”.