Pd-Psi: è crisi tra alleati?

Quelle del Pd, si sa, sono state le prime liste elettorali dichiarate chiuse, ma non per questo “benedette” da tutti. Anzi: a sbattere i piedi per terra sono stati ieri i socialisti (con cui il partito di Bersani ha stretto un’alleanza elettorale), che hanno paventato insidiose rotture. Il motivo? Per il segretario del Psi, Riccardo Nencini, la scarsa considerazione riservata ai candidati del suo partito ai quali i democratici avrebbero destinato solo 3 scranni in Parlamento. Tanto quanto basta a convocare una riunione d’urgenza della segreteria nazionale per stabilire se, quello con il Pd, possa essere ancora considerato un “apparentamento” conveniente o opportuno.

“Noi non facciamo gli ospiti in casa di nessuno”: è quanto ha dichiarato ieri il risentito segretario del Psi, Riccardo Nencini, a commento delle liste elettorali ufficializzate dagli alleati del Pd. Secondo i beninformati, i patti siglati tra i due partiti avrebbero previsto la destinazione di 10 scranni parlamentari ai socialisti, ma la composizione delle liste avrebbe poi assunto “pieghe” impreviste penalizzando, di fatto, i candidati di Nencini. Conclusione: solo tre esponenti del Psi sarebbero stati inseriti in posizioni “blindate”, un “bottino” troppo magro per il segretario, che ha voluto convocare i dirigenti regionali del partito per decidere sul da farsi.

“L’ipotesi di una lista Pd-Psi, nel nome del socialismo europeo – ha spiegato Riccardo Nencini – era supportata da un orizzonte politico condiviso e da una rappresentanza equilibrata nei territori. Se vengono meno questi presupposti, e non per colpa nostra – ha precisato il socialista – ognuno per conto proprio”. Parole che sembrano prefigurare l’imminente rottura, ma a metterci una pezza ci ha provato Enrico Letta“Non capisco il senso della protesta di Nencini – ha dichiarato ieri il vice di Bersani – C’erano dei patti e sono stati rispettati, le nostre sono liste aperte e sarà una buona alleanza”. Basterà a sedare le ire dei socialisti?