Altro attentato in Abruzzo, Roberto Di Santo colpisce ancora (VIDEO)

Prima tenta una strage, poi cerca di dare fuoco al Tribunale di Chieti. E’ Roberto Di Santo, il folle ‘bombarolo’ che sta paralizzando l’Italia. La polizia sta conducendo una corsa contro il tempo per acciuffarlo, ma lui sembra essere sempre una spanna avanti, con le sue bombe e il suo camper. Il 58enne di Roccamontepiano (nella provincia di Chieti), due giorni fa ha prima dato fuoco ad un’automobile a Villanova di Cepagatti (Pescara) e poi ha realizzato una trappola esplosiva, utilizzando due bombole di Gpl, per far saltare in aria una villetta trifamiliare, a causa di problemi con gli altri condomini. L’uomo ha lasciato un cd contenente un video di spiegazioni (che riportiamo). Non riusciva più a portare avanti in modo adeguato i lavori di ristrutturazione dell’appartamento della sorella a causa dei continui litigi con l’inquilina della casa al piano superiore, così ha deciso prima di incendiare l’automobile della donna e quindi di realizzare una bomba artigianale con cui farla saltare. Continuano senza esito le ricerche di Di Santo, ricercato per tentata strage dall’alba, ma anche autore, ieri sera, dell’incendio della propria vettura davanti al tribunale di Chieti. I carabinieri del comando provinciale di Pescara coordinati dal colonnello Marcello Galanzi hanno diffuso in tutta Italia la foto di Di Santo, ma l’ipotesi più probabile, secondo gli investigatori, è che l’uomo sia rimasto in zona a bordo del suo camper.

Domiciliato a Chieti a casa del padre, Di Santo nell’ultimo mese ha infatti vissuto a bordo del suo vecchio camper che aveva parcheggiato nel giardino della sorella, a Villanova di Cepagatti, dove le stava ristrutturando la casa. Si tratta di un vecchio modello di Leyland Sherpa bianco con il tettuccio verde. I carabinieri invitano i cittadini a segnalare eventuali avvistamenti in quella che sta diventando, de facto, una vera e propria caccia all’uomo. Una corsa contro il tempo, inoltre, per evitare che Di Santo, animato da un risentimento contro ‘l’ingiustiza sociale’ di cui parla nel sito personale, possa riservare altre sorprese. Ma ieri sera l’Abruzzo ha bruciato ancora. Poco dopo le 21 qualcuno ha sistemato una Peugeot 106 di colore bianco davanti al portone principale del tribunale, proprio sotto i portici, le ha dato fuoco ed è scappato dopo aver citofonato al palazzo del custode. Le fiamme si sono propagate in pochissimi secondi e hanno incendiato l’auto e il portone dell’edificio in cui abitava l’uomo, sprigionando una notevole quantità di fumo che ha invaso diverse stanze del tribunale. Dentro l’auto c’erano due bombole del gas di media grandezza che per fortuna non sono esplose. La tragedia è stata solo sfiorata.

“Stavo guardando Berlusconi a Servizio pubblico, ero concentrato sulla trasmissione quando ho sentito suonare il campanello”, ha dichiarato Vincenzo Michetti, il custode del tribunale, “e dal video citofono ho visto le fiamme”. Michetti era solo nella casa in cui abita con la moglie e la figlia, all’ultimo piano del palazzo di giustizia. Il fuoco è stato domato rapidamente e la vettura, della quale è stato identificato il proprietario, sembra sia proprio di Roberto Di Santo. Intanto mezza piazza San Giustino, una delle aree di parcheggio più importanti della città, è stata transennata in attesa dell’arrivo degli uomini della polizia scientifica. Non si sa ancora se il campanello sia stato suonato dal piromane prima della fuga oppure sia scattato da solo per un corto circuito provocato dal calore ma una cosa è certa: Roberto Di Santo è ancora in libertà e potrebbe continuare la sua folle crociata di fuoco.