Cancro e antiossidanti: per James Watson è un binomio dannoso

Il Premio Nobel per la Medicina nel 1962, James Watson, ha reso nota una dettagliata analisi sulle cellule tumorali e le molecole che danneggiano le strutture cellulari ossidandole e gli antiossidanti che ne contrastano l’azione tanto da arrivare ad affermare, ma soprattutto tuonare dalle prestigiose pagine della rivista Open Biology, che l’efficacia di alcuni chemioterapici e della radioterapia, la cui azione è basata proprio sulle specie reattive dell’ossigeno, potrebbe essere limitata da livelli eccessivi di antiossidanti presenti all’interno delle cellule tumorali.

La lunga analisi. Watson, insomma, si sarebbe interessato allo studio dei problemi nelle cure di determinati tumori volendo cercare di capire come mai i tumori diventano resistenti al controllo chemioterapico e resistente alla radioterapia. Cosa succede? Come mai le cure non sono efficaci? Cercando di rispondere a queste domande, quindi, sarebbe giunto ad analizzare il ruolo degli antiossidanti scoprendo qualcosa di incredibile. Watson avrebbe scoperto quello che sembrerebbe essere diventato un cane che si morde la coda. In un sottogruppo di tumori, cioè, l’eccesso di antiossidanti nel nostro organismo servirebbe a renderebbe le cellule neoplastiche resistenti alle terapie anti tumorali rendendo vane tutte le cure a disposizione della medicina attuale. Se tutto ciò fosse confermato anche da altre studi, forse, la comunità scientifica inizierebbe a capire che bisognerebbe iniziare a fare ricerca per scoprire come risolvere questo problema, ma, viste le cose come stanno, oggi come oggi si cerca ancora di capire il vero ruolo degli antiossidanti e le loro controindicazioni. Watson avrebbe proposto di mettere al bando la vitamina E e tutti gli antiossidanti, ma tale prospettiva risulta essere troppo drastica visto che è ormai risaputo che queste due cose servano, comunque, a combattere l’invecchiamento e sono ottimi amici delle cellule. I mirtilli, ad esempio, sono sempre stati considerati come gli ottimi amici del cuore, ma, ora, dopo questo studio, dovrebbero essere messi al bando per l’alta concentrazione dei tanti bistrattati antiossidanti.

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