Fare per Fermare il declino: Giannino chiude a tutti

“Noi non saliamo, non scendiamo, non andiamo a sinistra né a destra, noi andiamo avanti“: è quanto ha risposto recentemente il candidato premier di Fare per Fermare il declino, Oscar Giannino, a un intervistatore che chiedeva chiarimenti sul collocamento politico del suo movimento. L’economista liberista ha tradito delusione per il silenzio di Mario Monti, al quale aveva ripetutamente chiesto di avviare un dialogo. Da qui la scelta di correre da soli, come scritto in un breve comunicato diffuso ieri.

“Il nostro telefono per Berlusconi e chi resta a lui soggetto, resterà ovviamente chiuso, perché da anni ripeto che Berlusconi è impresentabile e ha irrimediabilmente e giustamente perso ogni credito internazionale”: così sta scritto nella breve nota vergata ieri da Oscar Giannino per prendere le distanze da tutti gli schieramenti politici in cerca di alleanze risolutive. Resta chiuso anche per il Pd di Pierluigi Bersani  – ha precisato il candidato premier di Fare – che propone di aggiungere una patrimoniale alle già inique tasse esistenti. Come chiuso rimarrà a chi ha proposto all’inizio una nuova offerta politica – ha notato il giornalista – salvo poi tradurla in un’agenda senza numeri, nel progetto di interdire chi prenderà più voti, come faceva Mastella, e per di più affidandosi a chi ha un enorme conflitto d’interesse come Montezemolo“.

Un attacco “tripartisan” ben assestato, che secondo alcuni osservatori costerà caro al movimento trainato dall’economista. Come paventato anche da un internauta che ha affidato al sito di Fare per Fermare il declino il suo disincantato commento: “Tutto perfetto – ha scritto riferendosi alle parole di Giannino – Ma oltre al telefono, rimane chiuso per FARE anche il Parlamento“.