Il colonialismo dei social network: Facebook non è sempre primo

Facebook, che nel 2012 ha fatto registrare dati eccezionali, raggiungendo e superando il miliardo di utenti, ha diversi concorrenti in giro per il mondo. I quali superano il social network più diffuso in paesi molto importanti, tra cui Cina e Russia.

Il più famoso – Gli utenti del paese più grande del mondo e di quello più popoloso non preferiscono utilizzare Facebook come social network. Questa la conclusione di un’indagine effettuata dall’analista Vincenzo Cosenza, che ha pubblicato i dati collegati al flusso di utenza nei maggiori aggregatori sociali a livello globale. Il risultato è l’ovvio strapotere dell’azienda di Menlo Park, che cresce soprattutto nei paesi in via di sviluppo, ma deve ancora puntare su aree enormi, come il continente africano. L’Asia è la maggiore riserva di utenti, con 278 milioni di persone collegate, subito dopo ci sono l’Europa, che ne conta 251 milioni e il Nord America, con 243 milioni. In Africa si contano 53 milioni di utenti e in Oceania appena 15.

Lo spread dei social network – Si tratta ovviamente anche di una diversa distribuzione della popolazione, della ricchezza e delle tecnologie e nonostante la grande crescita che Facebook sta conoscendo nel continente asiatico, è proprio qui che potrebbe nascere la vera concorrenza, che potrebbe far tremare la rete europea. Cina, Russia e Iran sono i tre grandi dissidenti. Nella Repubblica Popolare Cinese a dominare è QZone, in Russia sono Kontacte e Odnoklassniki, mentre in Iran il più visitato è Cloob. Il rischio di contagio per Facebook, per ora non è molto considerevole, visto che queste piattaforme sono state studiate per gli utilizzatori del paese di appartenenza, ma è il russo Kontacte, a fare paura. Dispone di diverse lingue (tra cui l’italiano) e si propone come il “più grande social network europeo, con oltre 100 milioni di iscritti”.

Verso la guerra – Quello dei social network è un fenomeno di massa incominciato con l’esplosione di Facebook nel 2008. Da allora ci sono state diverse scremature della concorrenza e dai 17 siti più diffusi, presenti nel giugno del 2009, la scelta si è radicalmente consumata. Un anno dopo, nel 2010 erano scesi a 14, per diventare 11 a dicembre e 9 a dicembre 2011. Oggi i pochi superstiti si sfidano per conquistare i territori lasciati ancora scoperti sulla mappa, in questa colonizzazione virtuale del XXI secolo, prima di arrivare allo scontro finale. Facebook al momento è in vantaggio, ma come la storia ci insegnato: non possiamo ancora sapere chi vincerà.