La Francia è pronta ad intervenire in Mali

La Francia starebbe preparando un contrattacco in Mali, per respingere le forze ribelli che da mesi occupano le regioni settentrionali del paese, a ridosso del Sahara. Intanto fonti dell’esercito maliano affermano che soldati occidentali sarebbero già arrivati nel paese, conducendo un primo attacco nella notte di giovedì.

Momento strategico – Saltando i canali di comunicazione e diplomazia, la Francia starebbe già intervenendo in Mali. La svolta è arrivata nelle ultime ore, quando i ribelli estremisti musulmani che occupano ampie regioni del Nord, hanno preso la città di Konna. Una mossa molto importante, perché Konna è posizionata al centro del paese, vicino a Mopti e Severe, dove si trovano una base militare e un aeroporto. Durante il discorso per l’inizio del nuovo anno offerto a diplomatici e giornalisti, Francois Hollande aveva fatto già intendere la posizione del suo governo. “Siamo di fronte ad una palese aggressione che minaccia l’esistenza stessa del Mali.” Aveva detto il presidente francese. “La Francia non può accettare questo. Se continuerà, saremo pronti a fermare l’offensiva dei terroristi.”

La Francia torna in Africa – Una risoluzione dell’Onu aveva poi sancito il via ad un intervento occidentale congiunto, ma solo a partire da settembre, il tempo necessario per trovare consensi e fondi per organizzare un’offensiva. L’Eliseo potrebbe però aver agito autonomamente, inviando i primi aiuti militari già nella serata di ieri. I funzionari di Parigi non hanno voluto commentare la vicenda, ma secondo le fonti maliane una forza di soldati occidentali sarebbe sbarcata nell’aeroporto di Severe, a 60 km a sud della città di Konna. Secondo le testimonianze locali sarebbe già patito un attacco con l’impiego di elicotteri verso le postazioni ribelli, i quali hanno risposto indignati. “Per loro cosa ci rende diversi dai movimenti ribelli in Repubblica Centrafricana, o Congo? Il fatto che noi siamo musulmani?” Infatti il 28 dicembre i francesi avevano negato un intervento di appoggio al governo centrafricano, che aveva chiesto aiuto alla vecchia potenza coloniale. La scelta di intervenire in Mali potrebbe nascere dalle preoccupazioni occidentali per la sicurezza, soprattutto europea. Questo perché tra i ribelli si sarebbero infiltrati numerosi membri di al-Quaeda, con l’intento di allevare le proprie reclute in campi di addestramento costruiti nelle zone occupate.