Elezioni 2013: Bersani punzecchia ancora il Professore

La campagna elettorale galoppa senza sosta. L’appuntamento di febbraio costringe i leader dei partiti a impegnarsi in uno sfiancante tour de force in cui i mezzi di comunicazione di massa giocano un ruolo irrinunciabile. Lo sa bene il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani, che dopo aver partecipato alla puntata di giovedì di Porta a Porta, è tornato ieri negli studi della Rai come ospite della trasmissione radiofonica Radio anch’io. Da dove ha destinato qualche “stilettata” al premier dimissionario, Mario Monti.

Per Pier Luigi Bersani è arrivato il tempo della diffidenza. Dopo mesi di convinto sostegno al governo dei Professori, il segretario del Pd vuole adesso vederci chiaro e verificare se i tecnici “ingaggiati” da Monti abbiano fatto tutto quello che era opportuno fare. “Dovremo valutare se gli obbiettivi che ci siamo dati, cioè il pareggio di bilancio e la piena rispondenza agli impegni europei – ha spiegato ieri Bersani ai microfoni di Radio anch’io – sono stati raggiunti o meno. Verso febbraio o marzo capiremo meglio due cose, uno: se le previsioni, seppur minime, di crescita sono realistiche. Due: quanta polvere è stata messa comunque sotto il tappeto“. Parole con cui il democratico sembra puntare al ridimensionamento della fiducia finora accordata al premier Monti, insinuando un clima di diffidenza che – spera – contagi anche gli elettori.

Certamente siamo usciti dal baratro – ha concesso il segretario del Pd – ma non condivido certi toni un po’ trionfalistici: il 2013 sarà un anno difficile“. E non è tutto: Bersani, che fino a pochi mesi fa sponsorizzava con forza la “candidatura” di Monti al Quirinale, ha dovuto rendere conto del suo repentino ripensamento: “Non ho detto che ho una preclusione sull’ipotesi che Monti vada al Quirinale – ha spiegato – ma ora Monti si è messo mani e piedi nella contesa e lui stesso ha detto che questo rende più difficile un ruolo di terzietà. Questo – ha osservato il candidato premier di centrosinistra – sta nell’oggettività nelle cose, non è un’idea mia”.