Elezioni 2013 PDL: Fede e Moggi candidati, la Crazy List si allarga

ULTIMO AGGIORNAMENTO 10:45

Emilio Fede e compagna in Senato? Sì, con il PDL. La notizia rimbomba per tutto il web, ma le certezze sembrano poche e la questione più enigmatica di quanto ci si aspetterebbe. Ma gli amici, d’altronde, si notano nel momento del bisogno. Così Silvio Berlusconi potrebbe ripescare in politica Emilio Fede dopo che a quest’ultimo è stata tolta la direzione del Tg4, e il risarcimento potrebbe comprendere anche la moglie del giornalista, Diana De Feo. I due sarebbero candidati nelle liste del Popolo della libertà a Palazzo Madama. Niente di nuovo per Diana De Feo, senatrice uscente del Pdl. L’ex direttore del TG4, invece, non ha mai fatto mistero delle proprie aspirazioni parlamentari. Alla fine di novembre aveva presentato un proprio movimento, che si chiama ‘Vogliamo vivere’. Ma la notizie è tutt”altro che certa. La De Feo, infatti, ha subito smentito la notizia, ospite della trasmissione ‘La Zanzara’ su Radio 24: “Non mi ricandido nemmeno se me lo chiede Berlusconi”, ha dichiarato la senatrice uscente. Per quanto riguarda Fede non sono ancora arrivate né smentite, né conferme.

Aria di ufficialità, invece, per un altro grande invitato, questa volta al Parlamento. L’uomo simbolo di Calciopoli entra in politica con il centrodestra. Luciano Moggi, 75 anni, si candida alla Camera con la lista di Stefania Craxi. La conferma è già arrivata e si parla di ufficialità per la sua candidatura in parlamento. L’ex direttore generale della Juventus, al centro dello scandalo che lo ha allontanato dal mondo del pallone, sarà infatti capolista in Piemonte per i ‘Riformisti Italiani’, lista collegata a quella del Pdl. Andrea Spiri, portavice di Stefania Craxi, ha così commentato la notizia che sta impazzando sulle pagine di tutti i più importanti quotidini: “La candidatura di Moggi è per noi il simbolo di una battaglia politica contro il circo mediatico-giudiziario che in Italia rovina le vite e le carriere”. Se alcune condanne per Moggi sono state già pronunciate, molte vicende giudiziarie sono ancora aperte. Il processo penale, in corso a Napoli, è arrivato alla sentenza di primo grado l’8 novembre 2011 con la condanna a 5 anni e 4 mesi di reclusione più Daspo.