L’inquinamento a Pechino ha raggiunto livelli pericolosi

L’aria a Pechino è irrespirabile da giorni. Oggi si sono registrati i valori più preoccupanti, che potrebbero superare di 32 volte quelli indicati dall’Organizzazione Mondiale della Sanità.

Panorama da Blade Runner – La Cina è un paese in forte crescita. Con l’aumento quasi incontrollato delle industrie, della popolazione e delle infrastrutture sta diventando però anche un paese invivibile. Basti pensare che il fabbisogno energetico cinese è ancora soddisfatto per il 76% con l’utilizzo di carbone. Nell’ultima settimana, nella capitale Pechino si è distesa una coltre fuligginosa, molto simile alla nebbia. I corrispondenti di giornali e televisioni internazionali hanno raccontato che la visibilità nelle strade è scesa a poco più di cento metri e i grattacieli svaniscono alla vista.

Oltre ogni limite – Il problema sono le polveri sottili. Nella giornata di sabato si sono registrati valori davvero allarmanti, che fanno temere per la salute della popolazione. Le linee guida dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, hanno fissato la soglia di 25 microgrammi per metro cubo delle particelle PM2.5, le più piccole presenti nell’aria inquinata delle città. Questa settimana a Pechino era stata superata la soglia di 100 microgrammi e si è giunti fino a 400 nella giornata di oggi, ma questo secondo le fonti del governo. Anche l’ambasciata statunitense tiene sotto controllo i valori e su uno schermo all’esterno dell’edificio diplomatico ha fatto sapere che gli strumenti avevano calcolato ben 800 microgrammi per metro cubo. Con 100 microgrammi di PM2.5 l’aria è considerata malsana, con 300 bambini e anziani dovrebbero rimanere chiusi in casa. Si tratta quindi di una situazione estremamente preoccupante, anche se le autorità locali hanno cercato di contenere l’ansia dei cittadini, chiedendo anche all’ambasciata degli Stati Uniti di non diramare informazioni sullo stato di inquinamento atmosferico. L’alto tasso di PM2.5 è causa di infezioni respiratorie, cancro ai polmoni e malattie cardiache.