Saviano-De Magistris: è scontro su Napoli

ULTIMO AGGIORNAMENTO 8:58

Il sindaco e lo scrittore, l’un contro l’altro armati per difendere l’onore di Napoli. Sembrerebbe l‘incipit di un modesto racconto a sfondo partenopeo e, invece, è la cronaca di una polemica infiammatasi nei giorni scorsi ai piedi del Vesuvio. Ad accenderla lo scrittore Roberto Saviano, estensore di una lettera aperta recapitata al primo cittadino di Napoli, Luigi De Magistris. Una missiva polemica, nella quale l’autore di Gomorra ha sostanzialmente lamentato la mancanza di cambiamento nella gestione della città. Inevitabile la replica del “sanguigno” De Magistris.

“Caro Sindaco, amministrare una città come Napoli è forse uno degli impegni più complessi che ci si possa consapevolmente assumere”. Così si legge in uno dei passaggi focali della lettera che Roberto Saviano ha inviato di recente al primo cittadino partenopeo. “E’ una città caotica, piena di debiti, con mille difficoltà e lei ha avuto il coraggio di prendere quest’impegno. Ma ciò che fa più male – ha osservato lo scrittore – è vedere come non sia stato iniziato nessun percorso di riforma“. “Sull’emergenza rifiuti nessun sistema virtuoso – ha denunciato Saviano – Non sono state raggiunte le percentuali di differenziata promesse all’inizio del suo mandato. I rifiuti non sono diventati una risorsa, come in un circolo virtuoso potrebbero essere, ma una spesa e si spediscono altrove”. 

Non basta: l’autore di Gomorra, che ha bollato come “operazioni di facciata” la pedonalizzazione del lungomare e l’organizzazione della Coppa America in città, ha invitato l’ex togato a non addurre giustificazioni auto-assolutorie: “Inutile accusare Roma di inefficienza – ha scritto Saviano – che la gestione di Napoli fosse impresa complicatissima si sapeva dall’inizio. Ha accettato una sfida incredibile e avrebbe dovuto farlo con un piano strutturato, progetti concreti sul lavoro e sulle periferie”. “Aver deciso di fare il sindaco di Napoli ribadisco è una scelta coraggiosa – ha rimarcato sul finale lo scrittore – e con altrettanto coraggio andrebbe considerato ora che c’è qualcosa che non va. Che la Napoli promessa non è realizzata”. 

Chi conosce il primo cittadino di Napoli, sa bene che la risposta non avrebbe tardato ad arrivare. E infatti: “Non posso non osservare la tempistica ‘precisa’ e gli spazi ‘definiti’ di questa crociata unilaterale che Saviano ha ingaggiato – ha sottolineato De Magistris – a poche settimane dal voto e su alcuni organi di informazione, vicini a quelle forze partitiche che pure hanno sostenuto il governo Monti e che hanno amministrato per decenni questa città e questa Regione”. “Certo, i trasporti non sono sufficienti – ha riconosciuto il sindaco – la raccolta porta a porta dovrebbe crescere, le periferie dovrebbero vedere un intervento di riqualificazione, ma come può essere compiuto tutto questo, in un anno e mezzo, se un’amministrazione governa di fatto in dissesto?”.

“Perché Saviano non ha mai offerto il suo aiuto, non ha mai avanzato un consiglio, non ha mai dato un’idea o una proposta per contribuire allo sforzo di rendere Napoli più bella, più vivibile, più libera? – ha chiesto sul finale De Magistris – Oggi che si scaldano i motori della campagna elettorale, con le più inquietanti convergenze parallele – ha puntualizzato l’ex togato – mi piacerebbe vedere la città non usata politicamente come testa d’ariete, almeno da quanti vi hanno vissuto e dicono di amarla”.