Tarantino ‘sbrocca’ con un giornalista: “Non sono una scimmia” (video)

Quentin Tarantino e la violenza nei film: un binomio da sempre indossolubile, visto che il cineasta americano ha sempre ammesso di amare i film violenti – e, ovviamente, i suoi film lo sono praticamente tutti. Ma – interrogato per l’ennesima volta sull’argomento – questa volta Tarantino ha letteralmente perso le staffe, in occasione di un’intervista con l’emittente britannica Channel 4. Quando il giornalista Krishnan Guru-Murthy gli ha chiesto perché è così sicuro del fatto che non ci siano connessioni tra la violenza nei film e quella nella vita reale, il cineasta non ci ha visto più: “Non farmi una domanda del genere. Non la bevo. Rifiuto la tua domanda“. Il giornalista ha poi insistito, chiedendo il perché della mancata risposta di Tarantino, e questi ha replicato senza mezzi termini: “Perché rifiuto la tua domanda. Non sono il tuo schiavo e tu non sei il mio padrone. Non puoi costringermi a ballare la tua canzone. Non sono una scimmia“.

Un soggetto estetico – L’autore di “Pulp Fiction” nel continuo dell’intervista ammette di non voler parlare più dell’argomento perché ha già espresso più volte in passato la sua opinione. Fatto vero e incontestabile. Tutto il Tarantino-pensiero su cinema e violenza è racchiuso in un suo ormai celebre aforisma: “Per me la violenza è un soggetto del tutto estetico. Dire che non ti piace la violenza al cinema è come dire che al cinema non ti piacciono le scene di ballo“. Dalla sua parte ci sono i fan, la critica e i numeri: il ritorno di Tarantino con “Django Unchained” – atipico western su vendetta e redenzione di uno schiavo afroamericano – ha registrato incassi da capogiro negli Stati Uniti (15 milioni di dollari solo nel primo week-end di programmazione) e l’apprezzamento di larga parte della stampa specializzata. Il prossimo 17 gennaio il film uscirà anche nelle sale italiane: l’attesa, per i fan nostrani, è quasi finita.