Costa Concordia, un anno dopo è tutto come prima

Era il 13 Gennaio 2012, esattamente un anno fa. A bordo della nave Concordia c’era un clima di festa. Turisti, italiani e stranieri, si godevano le bellezze dell’Italia e il loro viaggio procedeva a gonfie vele. Non c’era nulla che potesse andare storto. Ma poi, si sa, ci si mette di mezzo l’uomo e cambia tutto. Il viaggio diventa una tragedia, la nave si inclina e si sommerge parzialmente. Sembra la sceneggiatura del Titanic, invece è solo un ricordo. Un tragico ricordo. La sera del 13 Gennaio 2012 la Concordia si avvicina troppo alla terra ferma. Chissà poi perché. La sera del 13 Gennaio, gli scogli de ‘Le Scole’ baciano lo scafo quando questo era ad appena 500 metri dal porto dell’Isola del Giglio. Nessuno può anche solo immaginare che nel 2012, a 500 metri dalla riva, possa esserci lo spettro della morte. Eppure sarà l’incompetenza umana ad avvicinare la grande falce. Mentre i turisti salutano l’Isola è impossibile pensare che si aprirà uno squarcio di 70 metri nello scafo. Ma andrà proprio così. La nave imbarcherà acqua e poi assumerà la posizione che ormai ben conosciamo. Moriranno 30 persone.

Il recupero – Oggi, a un anno dalla tragedia, due persone risultano ancora disperse e il relitto dello scafo giace ancora davanti al Giglio, rovinando con la sua ingombrante presenza uno degli scorci più fulgidi dell’intera penisola. Le operazioni di rimozione, affidate alla Titan Salvage e Micoperi, sono iniziate la scorsa estate e ogni giorno richiedono la presenza di oltre 400 persone. Finora la nave è stata stabilizzata affinché non possa scivolare ulteriormente nel fondale, ma c’è ancora tanto da fare. Tanto da salvare. Nessuna speranza, invece, per quelle 30 persone che sono passate dal sorriso al buio con una virata repentina, troppo per continuare a vivere. Intanto le operazioni di recupero procedono e ci si aspetta che si concludano entro il mese di Settembre 2013. Una data fin troppo vicina, se si pensa che bisogna ancora costruire una piattaforma subacquea: una volta completata sarà questa, insieme a cassoni e tiranti per riequilibrare la nave, a permettere alla Concordia di galleggiare ancora per l’ultimo viaggio. L’ultima tratta prima di essere demolita.

Giustizia – Continua il processo al naufragio. Sono 12 gli indagati sotto inchiesta, tra i quali il capitano della nave Francesco Schettino e il primo ufficiale Ciro Ambrosio. Il pm Francesco Veruso procederà con le richieste di rinvio a giudizio e l’udienza preliminare potrebbe essere fissata dal gup tra marzo e aprile. Le operazioni di rimozione hanno costi stimati per 400 milioni di dollari e la Regione Toscana monitora alacremente ogni movimento, aiutata dal Ministero dell’Ambiente e dalla Protezione Civile. Ma il profilo della Concordia è ancora lì e lo scafo, inclinato nell’acqua, sembra esibire un sorriso spezzato, come quello delle persone che forse ancora nuotano in quelle acque in cerca di giustizia.