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Il successo italiano della missione Venus Express

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Venus Express è una missione partita alla scoperta di Venere nel 2005 e il suo grande successo è in gran parte imputabile al contributo italiano. In questi giorni l’ente spaziale europeo (Esa) ha deciso di prolungare la sua durata fino al 2014.

Un piccolo miracolo – Venus Express era un progetto pensato per la scoperta di Venere. Un pianeta molto importante per gli abitanti della Terra, perché la sua distanza dal Sole, le sue dimensioni e la sua struttura sono molto simili a quelle del pianeta blu. Ma la grande differenza sta nella sua evoluzione, che lo ha trasformato in un luogo ostile e rovente, con un’atmosfera composta per il 98% da anidride carbonica, venti che viaggiano a 400 chilometri orari e una pressione 90 volte maggiore rispetto a quella del nostro pianeta. Inoltre una costante coltre di nuvole lo avvolge perennemente, rendendo la sua superficie prigioniera di un potente effetto serra.

Soldi ben spesi – Per sondare le caratteristiche di Venere servono quindi strumenti particolari e il più importante è stato fabbricato in Italia, per conto dell’Agenzia spaziale italiana. Si chiama Virtis, un acronimo che sta per Visible and Infrared Thermal Imaging Spectrometer e si tratta di un sensore ad infrarossi, capace di vedere anche nelle difficili condizioni venusiane. Aspera-4 serve invece alla misurazione delle interazioni tra venti solari e atmosfera e insieme a Virtis costituisce il cuore della missione Venus Express, che finora si è rivelata un successo totale. Costata al nostro paese poco meno di 5 milioni di euro, si tratta di un progetto poco costoso e altamente proficuo, che ha fatto guadagnare all’Esa un posto importante nell’ambito dell’esplorazione spaziale. L’incredibile mole di dati rimbalzata sulla Terra, ha convinto i dirigenti dell’ente europeo a posticipare la sua scadenza, che era prevista nel 2010, fino al 2014.

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