Marco Travaglio querela Berlusconi per la lettera da Santoro

Travaglio querelerà Silvio Berlusconi per la sua lettera a Servizio Pubblico. L’evento televisivo che ha visto Berlusconi ospite da Santoro ha senz’altro permesso al conduttore di Servizio Pubblico di sfondare i record d’ascolti, ma de facto il vero vincitore di quel duello è stato Berlusconi. Nonostante tutto ciò che è accaduto finora, non si è dato per vinto e a denti stretti ha affrontato gli squali, ma soprattutto il suo passato, davanti a milioni di italiani. Non è tuttavia stato il solo a dover stringere i denti. Il momento clou della serata, infatti, quello della lettura della lettera di Marco Travaglio, è stato seguito da un rovesciamento dei ruoli. Santoro ha abboccato e Berlusconi ha fatto esattamente il lavoro di Marco Travaglio, leggendogli una lettera che ricordava tutta la vita giudiziaria del giornalista. Santoro è andato su tutte le furie, Travaglio guardava Berlusconi con un sorriso da assassino e un tic nervoso nell’occhio, le vene gonfie che sembravano voler esplodere. Ma nessuno ha replicato e Santoro, indispettito, ha zittito Berlusconi con schiamazzi e balbettii privi di senso. Ora, però, arriva la risposta. Marco Travaglio querelerà Silvio Berlusconi per le affermazioni contenute nella lettera letta da Silvio Berlusconi nell’ultima puntata di Servizio pubblico. Il giornalista, nel particolare, contesta l’espressione “Travaglio è un diffamatore di professione: ha dieci condanne per diffamazione” (unica frase non estratta dalla lettera, ndr).

La replica – La risposta alla controffensiva di Berlusconi non arriva in diretta. Un ritardo che fa pensare. “Il sottoscritto”, scrive Travaglio , “in 30 anni di attività, su 30 libri, 30 mila articoli, centinaia di trasmissioni televisive e online, è stato denunciato circa 300 volte in sede civile e penale. In sede civile ha perso alcune cause, pagando il risarcimento del danno, mai per avere scritto il falso, ma perlopiù per casi di omonimia o per critiche ritenute eccessive o per fatti veri mal compresi dal giudice o mal dimostrati dalla difesa. In sede penale, non ha mai riportato una sola condanna definitiva per il reato di diffamazione”. Le precisazioni di Travaglio proseguono: Quella citata da Berlusconi nella letterina scrittagli dal suo staff”, prosegue il giornalista, “scopiazzando da Wikipedia non è né definitiva né caduta in prescrizione: si tratta di una condanna penale in appello a risarcire Previti con una multa di 1.000 euro (per un articolo pubblicato sull’Espresso e uscito monco a causa di un taglio redazionale), su cui pende il mio ricorso in Cassazione senza che nessuno abbia dichiarato la prescrizione del reato”.

In questo mondo di ladri – La lettera di Travaglio rappresenta senz’altro un appello virtuale, una riunione di domande che appartengono all’intera rete intellettuale italiana. Una dichiarazione di indignazione che rappresenta milioni di italiani, delusi dalla parabola evolutiva della politica di Berlusconi dal 1994 ad oggi. In particolare, forse, rappresenta più la posizione di chi è della parte del Cavaliere piuttosto che quella di chi, per radici culturali o sociali, si distacca dal programma e dall’Ars Politica del centrodestra. Mai come in Italia, però, è bene guardare non solo chi viene additato, ma anche chi il dito lo punta.
Voi che ne pensate?