Bankitalia blocca i conti del Vaticano: di chi sono quei 40 mln di euro?

ULTIMO AGGIORNAMENTO 12:42

Banca d’Italia ha bloccato i pos e i bancomat del Vaticano, dopo che sono emersi dubbi su un conto da 40 milioni di euro intestato allo Ior, l’istituto per le opere religiose del Vaticano. Il sistema verrà difficilmente ripristinato, a causa della mancanza di normative antiriciclaggio all’interno delle mura leonine.

Le irregolarità – Dal 3 gennaio non è possibile pagare in Vaticano con bancomat o carte di credito. È un problema che ha bloccato 80 tra punti vendita, musei e negozi, creando alcune difficoltà per i turisti, la cui affluenza in questi giorni si è notevolmente ridotta. La decisione di Banca d’Italia è arrivata dopo che l’Unità di informazione finanziaria di Palazzo Koch (Uif) aveva scoperto che i pagamenti con bancomat e carte di credito finivano in un conto della Deutsche Bank intestato allo Ior. Ma non era mai stata richiesta l’installazione delle macchinette e per questo, nel settembre 2011, erano incominciate le indagini, che avevano evidenziato l’esistenza di un saldo di 10 milioni di euro, con 40 milioni di spostamenti di cui non si sapeva nulla.

Pagare in contanti – Inoltre non è possibile risalire al nome dell’intestatario del conto e di chi ha delega di operare, impedendo l’applicazione delle norme antiriciclaggio. Alcuni depositi di religiosi venivano poi ritirati fuori dal Vaticano, ma è impossibile tracciare il loro percorso fino all’immissione del denaro, perché i pos sono intestati a società vaticane. Per questi motivi il Corriere della Sera ha scritto che difficilmente i servizi di pagamento verranno reintegrati a breve e questo provocherà ulteriori disagi per gli abitanti dello stato pontificio e alle migliaia di turisti che ogni giorno si accalcano fuori dai musei. Dovranno usare i contanti.

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