Russia: arrestato stupratore, in carcere gli danno fuoco ai genitali

Un uomo di 45 anni era stato arrestato qualche tempo fa e condotto in prigione vicino a Mosca con l’accusa di aver violentato 5 donne. Una volta in cella, i suoi compagni, non hanno preso bene la sua presenza all’interno di quella prigione, ed hanno voluto fare ‘giustizia’ a modo loro.

Stupratore seriale aggredito dai suoi compagni di cella – Andrei Fateev, di 45 anni, era stato accusato di aver violentato 5 donne ed era stato incarcerato sei mesi fa in attesa del processo per stupro e rapina. Lo scorso 31 dicembre, però, mentre era nella sua cella, i suoi compagni di reclusione hanno deciso di fare ‘giustizia’ a modo loro, punendo il 45enne per gli atti commessi al di fuori, ovvero per le violenze sessuali che ha inflitto alle 5 donne.

Ricoverato d’urgenza – Andrei, in carcere da alcuni mesi, è stato ricoverato d’urgenza in ospedale e si trova in questo momento in coma con fratture al cranio e alle costole ed i genitali bruciati. I suoi compagni di cella sono stati interrogati a lungo dagli uomini della sicurezza del carcere ed hanno affermato di non aver udito nulla, negando qualsiasi coinvolgimento e sostenendo una versione comune. Stando a quanto raccontato dai compagni di cella di Andrei Fateev, l’uomo si sarebbe fatto male cadendo dal letto e ferendosi in testa; per quanto riguarda i genitali, l’ustione sarebbe dovuta al prolungato contatto con il radiatore avvenuto a seguito della caduta.

Indagini per capire la giusta dinamica dell’aggressione – Intanto le guardie carcerarie stanno cercando di ricostruire l’esatta dinamica del fatto per scoprire i veri responsabili dell’attuale situazione dell’uomo. I medici che l’hanno preso in cura hanno infatti affermato che Andrei Fateev non può essersi fatto male da solo, ma il direttore della prigione, Dimitri Konarev, si è detto scettico riguardo al coinvolgimento dei compagni di cella dell’uomo. “Non posso confermare che sia stato picchiato dai compagni di cella. Per quello che ne so potrebbe anche esseri auto-inflitto una punizione”.