Varata la nuova legge sugli espatri: da oggi Cuba può viaggiare

Da oggi i cittadini cubani possono uscire dall’isola, più o meno quando gli pare e piace. È stata infatti approvata la legge che regola gli espatri, simile a quelle di molti paesi occidentali. Così il regime apre le porte di Cuba dopo 50 anni.

Gioia nascosta – La gente aspettava con ansia questa novità. Da oggi molti cittadini cubani potranno infatti viaggiare come i loro cugini europei e americani, portando con sé solo il passaporto. La “reforma migratoria” è stata salutata in patria con l’adeguata cautela, perché i cittadini sono stati abituati a dubitare delle proprie possibilità, finché non possono provare di persona. Così le dichiarazioni rilasciate ai giornali internazionali sono state tiepide, ma l’evidenza del successo sul morale del popolo la si può vedere in alcuni uffici statali. Infatti, nei 200 centri allestiti dalla Direzione per l’immigrazione e gli stranieri (Die), le code sono infinite. Qui è possibile ritirare i documenti per l’espatrio e in molti hanno deciso di approfittare subito di questa opportunità, come se temessero che possa evaporare da un momento all’altro.

Aspettando la ressa – Per ora l’aeroporto José Martì non è ancora stato preso d’assalto per ovvie ragioni di tempistica – i passaporti sono ancora in fase di approvazione e stampa -, ma si prevede che presto saranno in molti a sperimentare la libertà di viaggiare. Perez, un pensionato dell’Avana, è uno di quelli che non vedono l’ora di prendere un aereo. “Ciò che è avvenuto in queste ore è storico” ha detto all’inviato dell’agenzia di stampa Ansa, per poi aggiungere eccitato “mia moglie sta partendo, io rimango qui, ma solo per ora”. Prima della riforma, per uscire dal proprio paese i cubani dovevano mostrare il “permiso de salida”, un’autorizzazione rilasciata dalle autorità locali e la “carta de invitacion”, il documento che provava la volontà del paese ospitante di ricevere il viaggiatore. Inutile dire quanto fosse difficile ottenere entrambi i permessi. Ecco perché i cubani oggi erano contenti, ma cercavano di non farlo vedere.