Daul (Ppe) fa infuriare il Pdl: Nostro candidato è Monti

Un endorsement pesante e, stando a quanto finora trapelato, non apprezzato neanche dal diretto destinatario. Il capogruppo del Ppe al Parlamento europeo, Joseph Daul, ha ufficializzato ieri la sua preferenza per Mario Monti, ribadendo – di contro – la scarsa sintonia con il presidente del Pdl, Silvio Berlusconi“E’ il nostro candidato premier in Italia”, ha azzardato Daul riferendosi al Professore, provocando la reazione stizzita di Angelino Alfano. Ma a gradire poco sarebbe stato anche Mario Monti, che avrebbe chiamato Daul per spiegargli di non considerarsi il candidato di un solo schieramento politico.

A esasperare i toni della campagna elettorale italiana ci ha pensato il capogruppo del Ppe di Strasburgo, Joseph Daul, che ha fornito ieri il suo contributo al “braccio di ferro” tra il Professore e il Cavaliere. “Il candidato premier italiano del Ppe è il signor Monti – ha detto il francese – Ma come sempre, il caso in Italia è complicato: abbiamo tre partiti, l’Udc, Monti e il partito di Berlusconi, e sono tutti e tre membri del Ppe”. Di più: “Non voglio attaccare tutti i giorni il signor Berlusconi, per far sì che lui possa attaccare questa orribile Europa, questa orribile Merkel, questi orribili francesi – ha rincarato Daul – Ora che siamo in campagna elettorale voglio rispettare l’elettore e il cittadino italiano, non ho bisogno di portare un 2-3% in più al populismo”.

“Lotterò sempre contro i populismi – ha insistito il capogruppo del Ppe all’Europarlamento – ma al momento in cui siamo non ci dobbiamo immischiare nella campagna elettorale. L’Italia è una democrazia perfetta, è il popolo italiano che si pronuncia”. Una carezza a Mario Monti e uno schiaffo ben assestato sulla guancia di Silvio Berlusconi, che ha fatto infuriare Angelino Alfano. “Joseph Daul quando si occupa di vicende italiane – ha spiegato il segretario del Pdl – parla a titolo personale. Né il presidente Martens, nè il segretario generale Lopez, né la presidenza del Ppe hanno mai indicato un candidato ufficiale del partito per la presidenza del Consiglio italiano”.

“Le accuse di Daul, evidentemente male informato sul programma elettorale del Pdl – ha proseguito l’ex ministro della Giustizia – sono prive di riscontro concreto. L’Italia è una democrazia sovrana e il Pdl ha una carta dei valori che rispecchia quella del Ppe e un programma elettorale chiaramente europeista”. Concetti ribaditi anche da Gaetano Quagliariello e Fabrizio Cicchitto che hanno bollato come “ingerenze insopportabili” le parole del collega francese. E Mario Monti? Stando a quanto riferito dai ben informati, anche il Professore avrebbe mal tollerato l’intromissione di Daul. Al quale avrebbe spiegato di non considerarsi il candidato di una sola parte politica (il Ppe appunto), ma di tutti gli schieramenti.