Facebook crea il suo motore di ricerca che non piace alla finanza

La novità in casa Facebook è un motore di ricerca. Un sistema in grado di cercare informazioni tramite l’inserimento di parole di uso comune, in modo quindi differente rispetto ai tradizionali siti segugio, come Google, che si affidano a termini chiave. Ma l’annuncio sembra avere deluso le aspettative e oggi il titolo azionario è crollato in Borsa.

L’ultima trovata – Trovare amici, gruppi e pagine su Facebook probabilmente sarà molto più semplice. Tra qualche mese potrebbe infatti arrivare il nuovo sistema di ricerca, chiamato Graph Search, che verrà inserito in una casella posta in alto a destra, nelle pagine degli utenti. Dagli Stati Uniti promettono che funzionerà in modo più intuitivo rispetto ai suoi colleghi del web, perché cucito apposta dentro il social netwok. Qualora la ricerca non producesse risultati soddisfacenti, sarebbe quindi completata da Bing, una notizia che conferma il legame di Facebook con Microsoft.

Un’accoglienza piuttosto fredda – “Per creare uno strumento più intuitivo, il Graph Search userà una serie di filtri che assomigliano a un sistema di tag, che mette insieme relazioni, interessi e luoghi” sono state le parole di Mark Zukerberg, il fondatore di Facebook. Attualmente Graph Search è disponibile solo in versione beta, per gli utenti che utilizzano la piattaforma in lingua inglese. Dopo una fase di rodaggio, potrebbe però essere anche inserito nella versione italiana e una lista d’attesa garantisce la priorità per chi è iscritto di utilizzare l’ultimo prodotto sfornato dagli edifici di Menlo Park. Il giornale online The Verge, ha addirittura creato un video (disponibile in fondo all’articolo), in cui se ne spiega il funzionamento. In attesa di vedere e provare la nuova funzione, il “grande evento” – così era stato annunciato – sembra piuttosto una manovra riuscita male per tenere attaccati al carro utenti e investitori. Prima dell’annuncio il titolo registrava in Borsa il segno positivo, per poi crollare a -2% al termine della sessione, a sorpresa ormai svelata.