Elezioni 2013: Grillo e il reddito garantito per i giovani

Beppe Grillo, si sa, preferisce le piazze alle arene televisive. E in vista dell’appuntamento elettorale, ha scelto di puntare tutto sul suo “Tsunami tour”:“Siamo la seconda forza politica, forse la prima – ha detto ieri sbugiardando i dati forniti dai sondaggisti – Avranno delle sorpresine”. E dalla piazza di Perugia ha rimarcato alcuni punti focali del programma a 5 Stelle, partendo dalla necessità di “mandare tutti a casa”.

“Io non mi fido più dei grandi economisti della Bocconi, sono dei ritardati morali. Si svegliano la mattina con il redditometro e vogliono sapere come spendo i miei soldi. Sono cazzi miei, dimmelo tu come spendi i soldi”. Neanche la pioggia caduta copiosa a Perugia ha impedito al “megafono” del Movimento 5 Stelle di salire ieri sul palco per consegnare i suoi “anatemi” ai presenti. “Basta con i leader – ha tuonato Beppe Grillo – hanno devastato questo Paese. I leader sono per bambini. Io non sono candidato, non sono leader di nessuno. Noi siamo l’antitesi di questa gentaglia”.

Di più: “In Parlamento c’è il nulla, gente non votata da nessuno – ha rincarato il blogger – Il primo punto del nostro programma è mandare via tutti”. Fin qui il Grillo che ti aspetti, quello che i detrattori sono soliti bollare come “populista” e “anti-politico”. Ma è avventurandosi sui temi sociali più caldi che l’animatore del Movimento 5 Stelle alza ulteriormente i toni: “Siamo in emergenza, siamo in una guerra, la gente si ammazza perché perde il lavoro – ha detto il comico – C’è mio figlio che ha una laurea e deve accontentarsi di qualsiasi cosa, deve andare in un call center a 400 euro al mese perché non c’è il lavoro. Il lavoro non è questo – ha spiegato Grillo – Ecco perché noi vogliamo un reddito di cittadinanza, un reddito che garantisca ai più giovani tre anni di sopravvivenza”.

E non solo questo: tra le proposte avanzate dall’ideatore del Movimento 5 Stelle, anche una Banca di Stato a sostegno delle piccole e medie imprese a la detassazione completa del Made in Italy“Vogliamo far venire qua le imprese dalla Slovenia o dall’Austria – ha spiegato il blogger – non il contrario”.