Elezioni politiche 2013: botte da orbi tra Monti e Berlusconi

E anche la categoria dei “matti” ha alla fine fatto irruzione nella campagna elettorale italiana. I leader dei partiti (e delle coalizioni) battagliano senza sosta alla conquista dell’ultimo voto, avventurandosi in dichiarazioni ai limiti del galateo. Come quella rilasciata ieri dal presidente del Pdl, Silvio Berlusconi, che ai microfoni di Radio anch’io ha detto: “Forse c’è in giro un matto che crede di essere Monti”. Una “stoccata” a cui l’ex tecnico ha prontamente replicato allungando a sua volta un “affondo” al fianco del Cavaliere.

“Monti, dopo aver messo l’Imu, ha detto che adesso va ridotta. Sulle tasse prima ha detto che non si possono ridurre, poi si è augurato che prima o poi si possa fare. O Monti pensa che gli italiani siano matti o c’è in giro un matto che crede di essere Monti”. Lo ha detto ieri l’ex presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, ospite della trasmissione Radio anch’io. Un’esternazione su cui il Professore, fino a poco tempo fa, avrebbe probabilmente scelto di soprassedere, ma non in tempo di campagna elettorale. E così, pungolato dall’intervistatrice Ilaria D’Amico, il premier uscente ha replicato: “Escludo che gli italiani siano matti, anzi credo che siano dotati di molto buon senso e confido nella loro capacità di discernimento“.

“Sulla riduzione delle tasse o l’abrogazione dell’Imu – ha dichiarato Monti – non prendo impegni, non faccio promesse. La vita più difficile e le tasse più alte sono dovute a coloro che in questi dieci anni hanno fatto promesse poco mantenibili”. Ovvero, ha spiegato il bocconiano fuori dai denti, sono da riferire al mio predecessore a Palazzo Chigi. Non basta: intervenuto a un’iniziativa organizzata dall’Ice (Istituto del commercio estero), il Professore ha ieri rincarato l’attacco sul competitor politico: “Ho partecipato a molte missioni all’estero – ha raccontato – e devo dire che abbiamo trovato conferma del grande valore del brand Italia. Tuttavia spesso ci è stato detto: sono sette anni che non si vedeva un presidente del Consiglio, ma neanche un ministro italiano”. Una “stoccata” a cui, è facile prevedere, il Cavaliere replicherà con solerzia e decisione. Magari aprendo a categorie umane, rimaste finora al di fuori del dibattito politico.