Doping, Armstrong: “Impossibile vincere senza”

Doping, Armstrong – Inquietanti rivelazioni quelle di Lance Armstrong rilasciate nell’intervista ad Oprah Winfrey. Mandata in onda durante la notte scorsa, agiterà non poco le acque del ciclismo mondiale. A stupire è la freddezza e la tranquillità con cui l’ex ciclista ammette le proprie colpe: “Ho iniziato con il cortisone a inizio carriera, poi a metà anni novanta l’Epo. E’ troppo tardi per la mia ammissione secondo la maggior parte delle persone, ed è colpa mia. E’ una grossa bugia quella che ho ripetuto tante volte“. Dopo aver ammesso l’uso personale di sostanze dopanti, Armstrong allarga il cerchio, coinvolgendo tutto il mondo a due ruote: “La cultura in quel momento era quella che era, senza doping non si vincono 7 Tour… Qualcuno dice che c’erano 200 corridori al Tour e forse 5 non si dopavano… penso che abbia ragione“.

Compagni – Lo statunitense poi nega del tutto di aver in qualche modo costretto i compagni d squadra a doparsi: “L’idea che qualcuno dei mie compagni fosse stato forzato o costretto a doparsi non è vera. Non è facile per uno come me chiamare qualcun altro bugiardo, ma non ho obbligato nessuno a farlo“. Armstrong rivela poi come per lui fosse totalmente naturale assumere Epo, testosterone e fare trasfusioni: “Dal mio punto di vista doparsi era come mettere aria nelle gomme o acqua nelle borracce, lo facevano tutti: questa almeno era la mia visione“. Infine, l’americano si dichiara disponibile a collaborare ad un’eventuale inchiesta: “Amo il ciclismo, non ho rispettato le regole ma se dovessero esserci i presupposti di collaborare con una commissione indipendente, e io sarò invitato, lo farò“. Questa notte ci sarà la seconda parte dell’intervista, anche se pare che il grosso ormai sia stato detto.

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