Elezioni 2013, Bersani arringa i giovani: Mandate a casa la destra

Pier Luigi Bersani ha scelto di partire dai giovani. In un incontro pubblico organizzato ieri in un noto teatro di Roma, il segretario del Pd ha incontrato i diciottenni che voteranno a febbraio per la prima volta. “Veniamo da vent’anni di deriva morale – ha detto loro il democratico – In futuro potrete dire di essere stati quelli che hanno mandato a casa la destra”. In mezzo l’elenco delle cose da fare e gli immancabili affondi sui competitor politici.

Per “sedurre” i giovani invitati ieri al teatro “Ambra Jovinelli” di Roma, il segretario del Pd ha (ben)pensato di iniziare dai loro coetanei. Da qui la scelta di affidare il microfono in apertura a tre giovani aspiranti parlamentari, “incoronati” dalle recenti primarie. Una “trovata” ad effetto, che Bersani ha chiosato così: “Non siete una categoria ed è inutile che facciate i sindacalisti di voi stessi. Dovete recitare un ruolo in primo piano“. Parole con cui il segretario ha voluto consegnare alla platea un messaggio chiaro: nel Pd c’è posto per i giovani. Checché ne dicano i “rottamatori”.

Ma c’è stato dell’altro: “Stiamo assistendo a una campagna elettorale fuori dai binari – ha lamentato Bersani – Noi non ci staremo in una campagna fatta di politicismi e cabaret“.  “Il Pd è arrivato fin qui mettendoci coerenza, convinzione, passione e soprattutto coraggio – ha scandito il segretario – Il coraggio di uscire dal solco di una politica ventennale fatta di spot, personalizzazione, inganno, leggerezza insostenibile e anche di deriva morale“. “Il nostro obiettivo è la riscossa civica e morale e l’onestà – ha rincarato il candidato premier del centrosinistra – quella cosa che ti consente di guardarti allo specchio”.

In mezzo la lista delle cose da fare – dall’abolizione delle leggi ad personam alle liberalizzazioni, dallo ius soli alla detassazione delle imprese che assumono –  e gli “affondi” indirizzati sia al Cavaliere che (in maniera più contenuta) al premier uscente Mario Monti“Sono l’unico che non ha messo il suo nome sul simbolo elettorale – ha spiegato Bersani – e non certo per timidezza, ma perché gli individualismi sono il cancro della democrazia”. Quindi l’appello finale: “In futuro potrete dire di essere stati quelli che hanno definitivamente mandato a casa la destra – ha concluso Bersani rivolgendosi ai neoelettori – Non lasciate fare tutto a me. Al lavoro, ora tocca a noi”.