Elezioni politiche 2013: Salvatore Borsellino lascia Ingroia

ULTIMO AGGIORNAMENTO 6:50

Il nome di Antonio Ingroia è da sempre associato a quello di Paolo Borsellino. L’ex procuratore aggiunto di Palermo è stato indicato da molti come il “continuatore” naturale dell’attività svolta dal magistrato anti-mafia nel capoluogo siciliano. Una vicinanza, quella tra Paolo Borsellino e il suo presunto “delfino”, rimarcata anche nel rapporto che Ingroia ha cementato con Salvatore Borsellino (fratello di Paolo), che ha, infatti, accettato di sostenerlo nella nuova avventura politica intrapresa. Fino a ieri, quando ha annunciato a sorpresa la sua “fuoriuscita” da Rivoluzione civile. Il motivo? La presunta preferenza accordata ai candidati politici nella composizione delle liste elettorali.

Ma quale rivoluzione civile? Per Salvatore Borsellino anche il movimento tenuto a battesimo dall’amico Antonio Ingroia ha alla fine obbedito alle solite logiche spartitorie. A denunciarlo è stato lo stesso animatore delle “Agende rosse”, che ha affidato ieri a facebook il suo clamoroso annuncio: “Difficilmente potrò confermare quell’appoggio che, dopo alcune perplessità iniziali, avevo dato alla lista di Antonio Ingroia – ha scritto Salvatore Borsellino – Probabilmente qualcuno era interessato unicamente alla mia candidatura e una volta venuta a cadere questa ipotesi, non ha ritenuto di volere dare fiducia ai giovani da me indicati”.

“I due rappresentanti del mio movimento che, insieme a tanti altri giovani – ha precisato il fratello di Paolo Borsellino – mi avevano dato la disponibilità ad essere candidati nella lista di Rivoluzione civile e che io avevo indicato come elementi di punta per il loro curriculum, per le loro qualità intrinseche e per l’impegno, non hanno trovato posto nella lista di Ingroia se non posposti, e non di poco, ad altri nomi sia di politici che della società civile. I primi – ha osservato polemico Borsellino – in base alle contrattazioni di vecchio stampo tra i partiti componenti la lista, i secondi scelti in base alla notorietà e alla visibilità mediatica che non sempre coincidono con l’impegno civile”. 

Un affondo pesantissimo, che rischia di frenare la corsa del movimento del magistrato, che – secondo i sondaggi – ha già conquistato il 5% dei consensi nazionali. Da qui la scelta di Ingroia di replicare tempestivamente: “Nutro grande stima, affetto e riconoscenza per l’impegno e la passione profusi in questi anni da Salvatore Borsellino nella lotta per la verità sulle stagioni più buie della nostra storia – ha dichiarato il candidato premier di Rivoluzione civile – ma Salvatore deve sapere che noi non siamo antipolitica. Noi crediamo nella possibilità di mettere insieme le energie migliori della società civile e della buona politica. Quegli stessi partiti che – ha spiegato l’ex procuratore aggiunto di Palermo – hanno combattuto dentro e fuori il Parlamento la battaglia per la verità sulla trattativa Stato-mafia e sulla stagione delle stragi”.

“Chiedo a Salvatore Borsellino di avere pazienza – ha proseguito Ingroia – verificando che i nomi inseriti nelle nostre liste certamente non sono stati scelti in base alla notorietà e alla visibilità mediatica, ma selezionati in base a storie lunghe e dolenti di impegno civile. Chiedo a Salvatore di rispettare questi nomi e questi nostri candidati – ha ribadito il togato – Non meritano di essere considerati così. Sarebbe ingeneroso da parte sua”. 

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