La crisi degli ostaggi in Algeria: non è ancora finita

Non è ancora preciso il numero degli ostaggi in mano ad un gruppo terroristico nel giacimento di gas di In Amenas, in Algeria, ma tra loro ci sono anche numerosi stranieri. Il blitz dell’esercito algerino ha provocato ieri la morte di alcuni di loro, facendo infuriare i governi europei, che non erano stati avvertiti dell’attacco.

Poco prima della fuga – Stando ai dati diffusi dai terroristi sarebbero 41 gli stranieri in loro possesso nell’impianto algerino di In Amenas, gestito dalla compagnia algerina Sonatrach, con la partecipazione della British Petroleum e della norvegese Statoil. Prima del loro rapimento, i lavoratori erano su un autobus, diretti all’aeroporto locale, da dove avrebbero raggiunto l’Europa. Infatti da giorni sarebbe stato innalzato il livello d’allerta circa possibili attacchi nell’area. Soprattutto dopo le minacce spedite da membri di al-Quaeda, in seguito all’inizio dell’intervento francese in Mali.

Ancora in mano ai terroristi – Ieri, in tarda serata, un’irruzione non annunciata dell’esercito algerino aveva cercato di liberare gli ostaggi, causando invece la morte di quattro di loro e di un numero imprecisato dei terroristi, che parlano addirittura di 35 stranieri rimasti vittime dell’operazione. Questa mattina il ministro degli Esteri norvegese Espen Barth Eide, aveva annunciato che l’incidente era ancora in corso. E nel frattempo le compagnie petrolifere straniere stavano evacuando il proprio personale, perché secondo fonti di intelligence altri attacchi potrebbero verificarsi in qualsiasi momento. Nessun italiano si troverebbe nel gruppo dei prigionieri dei terroristi, ma ci sono state alcune conseguenze anche per il nostro paese. Infatti il flusso di gas diretto in Italia si era ridotto dai 75,2 milioni di metri cubi di media, a 62 milioni a causa dell’attacco. Un taglio che avrebbe potuto creare disfunzioni alla rete di distribuzione e nonostante i livelli siano tornati nella norma, non è chiaro cosa potrebbe accadere se nei prossimi giorni venissero davvero assaltati altri impianti di produzione.