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Elezioni 2013, da Fini a Ingroia: tutti nel mirino del Cavaliere

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“Lo spread non è da attribuire al mio governo”, “I tecnici hanno portato alla recessione” e “Con noi l’Imu verrà soppressa”: sono queste alcune delle dichiarazioni che Silvio Berlusconi ha rilasciato ieri nel corso della trasmissione Italia domanda. Protagonista di una campagna elettorale quanto mai agguerrita, il Cavaliere è tornato a snocciolare dati e promesse, destinando un’attenzione particolare ai competitors elettorali.

Il presidente del Pdl ha più volte dichiarato di considerare Pier Luigi Bersani l’unico avversario politico da battere, eppure il segretario del Pd è stato tra i pochi a rimanere immune dagli attacchi personali sferzati ieri dal Cavaliere in tv. Chi non viene mai “trascurato” da Berlusconi è, invece, il premier uscente: “Il governo Monti ha azzardato il leader della coalizione di centrodestra – ha agito con maggiori poteri di quello fascista. Ha usato il decreto legge anche per cose ordinarie”. Di più: “Monti ha deluso tutti quanti perché si è presentato come un innovatore e poi – ha evidenziato il Cavaliere – si va ad alleare con Fini e Casini, che c’erano già quando c’erano Fanfani e Spadolini”. 

Affondi pesanti, che l’ex presidente del Consiglio ha scelto di estendere anche ai “sodali” del Professore. “Fini se ne andò per fondare un piccolissimo partito, che raggiunge a malapena l’1% – ha notato Berlusconi – Un suicidio politico, dietro la promessa di diventare premier di una maggioranza di centrosinistra”. Quanto al leader dell’Udc: “Casini è coerente su una cosa – ha ironizzato l’ex presidente del Consiglio – l’attenzione alla famiglia. Tanto è vero che ha messo in lista cognati, generi, nuore. Ha una bella faccia tosta. Se non sono riuscito a fare tante cose, devo dire grazie a lui e Follini”. 

A chiudere la “lista nera” del Cavaliere, il candidato premier di Rivoluzione civile, Antonio Ingroia: “La sua candidatura mi da fastidio in tutti i modi – ha confidato Berlusconi – e mi vengono i brividi alla schiena a pensare che ha fatto le indagini più delicate, come quelle sul rapporto tra Stato e mafia, e le faceva con una testa di estrema sinistra. Ha manifestato l’adesione a un’ideologia rivoluzionaria di sinistra incompatibile con il suo ruolo”.