Elezioni 2013, Bersani punzecchia il Professore: Guarda tutti dall’alto

Confortato dal supporto dei suoi concittadini, il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani, ha indirizzato ieri più di una “stilettata” a Mario Monti. Al quale ha mandato a dire: “Guardi tutti dall’alto, io preferisco guardare la gente negli occhi”.

Premessa: il Corriere della Sera ha pubblicato ieri un’intervista in cui il premier uscente, Mario Monti, non ha lesinato critiche ai suoi attuali avversari politici: Non possiamo rimettere l’Italia nelle mani degli incapaci che l’hanno portata al novembre 2011 – ha affondato il Professore – La vecchia politica non deve tornare. Il governo tecnico non sarebbe stato chiamato se la cosa pubblica fosse stata nelle mani di politici capaci e credibili“.

Una “bordata” che Silvio Berlusconi ha subito liquidato come “mascalzonata”. E Pier Luigi Bersani? Il segretario del Pd – che si trovava ieri nella “sua” Bettola – ha così replicato al Professore: “Il presidente Monti tende a guardare un po’ le cose dall’alto. A me piace di più guardare all’altezza degli occhi della gente comune”. “Quello di Monti è un programma ambizioso – ha rincarato il democratico – Ci sono capaci e incapaci, ma soprattutto c’è gente comune che ha bisogno di un cambiamento. Monti non è il solo che ha deciso di impegnarsi per senso di responsabilità – ha osservato il candidato premier di centrosinistra – In un momento così, chi decide di farlo, non lo fa per sport”.

E per marcare con più forza la presunta mancanza di modestia del suo avversario “di centro”: “Sono stato l’unico che non ha messo il nome sul simbolo – ha ricordato Bersani – e avrei potuto mettercelo perché sono stato scelto con le primarie dove hanno votato oltre 3 milioni di persone. Qualche altro – ha sottolineato il leader del Pd ricorrendo al dialetto piacentino – al se sarnì par lu (si è scelto da solo, ndr)”. Non basta: a certificare la distanza tra lui e i suoi avversari elettorali ci sarebbero anche i dati forniti dal piccolo schermo: “La tv ci vuole – ha concesso il segretario del Pd – ma se facciamo solo la tv aumenterà il distacco tra il cittadino, che non vuole sentirsi spettatore e basta, e la realtà politico-istituzionale. Ho visto le statistiche che dicono che Berlusconi ha fatto 63 ore di tv, Monti 62 e io 28. Io – si è vantato il democratico – sono per la modica quantità”.