Elezioni 2013: Monti a tutto campo, tra affondi e commozione

ULTIMO AGGIORNAMENTO 6:59

Ma quale moderazione? Nell’appuntamento di ieri a Bergamo, il premier uscente, Mario Monti, ha chiaramente detto di puntare alle “riforme radicali”. Spalleggiato da molti supporter di spicco (tra tutti Luca Cordero di Montezemolo e il ministro Andrea Riccardi), il Professore ha dato prova di “muscolarità” politica assestando “stilettate” agli avversari di destra e di sinistra. Riservandosi un passaggio di umanità quando, emozionato, ha parlato dei nipoti trascurati.

Nella sua prima campagna elettorale, Mario Monti ha deciso di giocarsi il tutto per tutto. Arrivato ieri a Bergamo per presentare ufficialmente i candidati della sua Scelta civica, l’ex tecnico “salito” in politica ha voluto da subito sgombrare il campo da possibili fraintendimenti: “L’Italia non ha bisogno di moderazione nel senso di mezze misure – ha spiegato – ma di riforme radicali“. E ai competitors che lo hanno duramente criticato per le sue presunte “giravolte” sulle tasse: “Qualcuno è stizzito perché parlo della possibilità di una misurata e graduale riduzione delle tasse – ha detto – ma non è affatto incoerente”. 

Di più: il bocconiano, che in un’intervista al Corriere della Sera aveva definito “incapaci” i politici che gli hanno consegnato il governo, ha rincarato la dose dal palco di Bergamo. Pdl e Lega devono arrendersi – ha tagliato corto Monti – questa volta gli antagonisti della sinistra sono due: loro, i soliti vecchi che da vent’anni promettono e tradiscono la rivoluzione liberale, e noi che con semplicità parliamo il linguaggio della verità, delle riforme e dell’Europa. Starà agli elettori – ha aggiunto il premier – stabilire chi è più credibile”. Ma ce ne è anche per gli avversari di centrosinistra: Vendola ha dichiarato, dopo una serata molto drammatica sull’emergenza Ilva – ha precisato il Professore – che in fondo potrebbe anche collaborare con Monti e i suoi purché faccia autocritica. Ma scherziamo?”. Parole enfatizzate dagli applausi scroscianti della platea.

E tra promesse elettorali e immancabili “sgambetti”, il presidente del Consiglio uscente ha trovato anche il modo di consegnare un’immagine più “umana” di sé. “In questi 13 mesi di lungo impegno civico-militare – ha detto – avrei voluto passare più tempo con i miei 4, presto 5 nipotini, ma credo che avrei fatto un torto a tutti gli altri nipoti d’Italia. Mi fermo qui – ha concluso emozionato – Non vorrei commuovermi”.