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Mali: truppe francesi verso Nord, ma i ribelli resistono

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Le truppe francesi e maliane stanno spingendo la forza ribelle verso il Nord del paese, ma nonostante i massicci bombardamenti il fronte divide ancora in due il Mali. A Nord i ribelli controllano un’area più grande della Francia e a Parigi incominciano a farsi sentire le voci critiche dell’opposizione.

Fermi o quasi – Una colonna militare composta da 30 mezzi e 200 uomini, è entrata oggi nella città di Diabaly, nel centro del Mali. I francesi si spingono così verso nord, abbandonando la postazione di Niono, a 60 chilometri dalla nuova frontiera e 350 dalla capitale Bamako. Gli europei hanno anche consolidato il controllo su Sevaré, dove si trova un importante aeroporto, anche se sono contrastanti le voci circa la presa di Konna, la città che i francesi avevano detto essere stata liberata nelle prime ore dall’inizio del loro intervento in Mali, lo scorso 10 gennaio.

La “reconquista” – La lentezza dell’avanzata sta intanto smuovendo la polvere a Parigi. Sono in molti infatti a protestare contro le misure prese dal presidente Francoise Hollande – che mirano a difendere la propria posizione in patria e gli interessi francesi in Mali -, anche nell’operazione per la liberazione degli ostaggi in Algeria. A questo proposito, l’ex presidente della commissione esteri dell’Assemblee Nationale, Axel Poniatowski ha riferito di essere “del tutto stupefatto di aver sentito i termini usati da Francois Hollande. Il capo dello stato ha dichiarato che ‘le forze algerine avevano utilizzato mezzi adatti alla situazione’ ma questo non si può dire in presenza di tanti ostaggi uccisi”. Con la manovra maliana, Hollande ha comunque guadagnato credibilità nel suo paese, prendendo da solo una decisione così drastica, che ha condotto la Francia in una guerra in cui però ora rimane isolata. L’intervento in Mali non finirà presto, come in un primo momento si era pensato. Il ministro della Difesa francese Jean-Yves Le Drian, ha spiegato che l’obiettivo della missione è la conquista di tutto il territorio. E potrebbe volerci molto tempo, considerando che l’avanzata delle truppe di terra procede a stento e solo l’aviazione è riuscita finora a spingersi in sporadici raid fino alle città di Gao e Kidal, al centro dell’area controllata dal nemico.

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